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Arezzo, Amendola su accusa di corruzione: "Io sereno, non so di cosa parlano. Mi dimetto"

Luca Amendola

Luca Serafini
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"Sono dispiaciuto ma sereno. Non so di cosa parlano". Sono le prime parole di Luca Amendola, presidente di Arezzo Multiservizi dal 2016, rilasciate al Corriere di Arezzo dopo la notizia dell'inchiesta della procura, una nuova bufera sulla maggioranza di centrodestra al comune di Arezzo che coinvolge anche Roberto Bardelli, consigliere comunale e Lorenzo Roggi, presidente di Arezzo Casa. Per approfondire leggi anche: Corruzione, nuova bufera nella maggioranza di centrodestra "Ho fiducia nella magistratura", aggiunge Amendola, di professione assicuratore, che ha rimesso le dimissioni nel mani del sindaco Alessandro Ghinelli. Il suo avvocato Marco Manneschi aggiunge: "Inevitabile che la procura svolga accertamenti, ma quanto emerso appare francamente poco credibile". Al centro delle indagini la registrazione captata durante una riunione, nella quale Bardelli e Roggi rivelano al sindaco Alessandro Ghinelli di pressioni che Amendola avrebbe esercitato per poter ricevere l'incarico, fino a promettere 200 mila euro per il favore. Amendola non entra nel dettaglio della vicenda, ma si limita a constatare che si fa riferimento a registrazioni nelle quali egli non risulta mai, ma altri parlano di lui. Sottolinea che il compenso per il suo incarico è di 12 mila euro lordi annui, cifra ben distante dai numeri cui si fa riferimento. Chiacchiere in libertà o qualcosa di più, lo stabilirà il procedimento penale appena iniziato. Secondo le carte, i 200 mila euro si riferirebbero non ad una somma in contanti, ma ad un mutuo che Bardelli avrebbe potuto accendere presso una banca, grazie ai buoni uffici con i vertici di Multiservizi. La nomina di presidente Multiservizi, viene fatto notare ancora dalla difesa di Amendola, non passa dal pronunciamento di consiglieri comunali, ma è una scelta del sindaco. Ad Amendola sono stati sequestrati telefoni e computer per sviluppare le indagini. L'avvocato Manneschi valuta con l'assistito di rappresentare direttamente i chiarimenti del caso in procura. Intanto, nella nuova vicenda che scuote palazzo Cavallo, suscita curiosità il fatto che i contenuti di un incontro tra sindaco, consiglieri e altri esponenti di area, venisse registrato, con audio archiviato nel computer. Sarebbe stato trovato dalla Digos nel pc di Sergio Staderini, ex presidente di Coingas, altra società nella bufera giudiziaria, con indagati eccellenti.