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Arezzo, caso Roberto Rossi: Tar sospende pubblicazione nuovo posto di procuratore

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Il Procuratore Roberto Rossi

Luca Serafini
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Caso Procura di Arezzo, il Tar del Lazio ha sospeso la parte della delibera del Csm che prevedeva la messa a bando del posto di Procuratore della repubblica di Arezzo dopo aver negato la proroga di cinque anni a Roberto Rossi. La notizia si apprende da fonti giudiziarie e costituisce un primo pronunciamento del tribunale amministrativo sulla vicenda che ha portato alla clamorosa decapitazione dell'ufficio dei pm di Arezzo, con successivo ricorso del dottor Rossi. Nel merito la trattazione della complessa questione sarà discussa in una udienza a inizio giugno. Nel frattempo la procura di Arezzo resta in un assetto molto particolare, con l'applicazione per alcuni giorni alla settimana di un magistrato della Procura generale di Firenze, Luciana Piras, e il dottor Rossi che svolge le funzioni di sostituto procuratore come gli altri colleghi. Da parte sua il ministero della Giustizia non ha mai emesso un decreto che recepisce lo stop dato dal Consiglio superiore della magistratura a Rossi. Il caso verte su un incarico avuto in passato dal magistrato, per conto del governo Letta e Renzi, che secondo una interpretazione sostenuta nel Csm confliggeva con il ruolo di inquirente nella vicenda Banca Etruria, dove la figlia di uno degli indagati, Maria Elena Boschi, era ministro del governo. Rossi ha prodotto elementi che dimostravano come l'incarico fosse cessato prima dell'apertura delle indagini. Uscito indenne una prima volta in commissione, lo scorso autunno Rossi ha invece ricevuto lo stop.