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Arezzo, caso corruzione: Bardelli chiede le carte, Amendola dimesso e il Pd: Roggi via

Il pm Andrea Claudiani

Luca Serafini
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Inchiesta Multiservizi, sulla presunta corruzione ipotizzata dalla procura di Arezzo, con tre indagati eccellenti: Luca Amendola, Roberto Bardelli e Lorenzo Roggi. Questa mattina, lunedì 20 gennaio, Amendola ha inviato per pec la lettera di dimissioni al sindaco Alessandro Ghinelli per formalizzare le sue dimissioni. Un atto che aveva annunciato subito dopo la perquisizione e il decreto relativo. "La giustizia è giusto che faccia il suo corso" dice Amendola che ha deciso di spogliarsi del ruolo pubblico per difendersi come cittadino. Lo difende l'avvocato Marco Manneschi. Roberto Bardelli, consigliere comunale di centrodestra, attraverso il suo avvocato Roberto Alboni ha depositato ricorso al Riesame contro il sequestro di telefoni, computer e pennine. Azione questa che gli consente di avere accesso alle carte del pubblico ministero. Una discovery preziosa per avere un quadro più esauriente dell'inchiesta e della propria posizione. Domani Bardelli dovrebbe essere regolarmente in Consiglio comunale, dove la tempesta giudiziaria arriverà sicuramente. Quanto a Lorenzo Roggi, coindagato, difeso dall'avvocato Piero Melani Graverini, il Pd di Arezzo ne chiede le dimissioni da presidente di Arezzo Casa. La vicenda Multiservizi, fascicolo in mano al pm Andrea Claudiani, ipotizza una promessa di utilità (accesso al credito per 200 mila euro) che nel 2016 Amendola avrebbe fatto a Bardelli in cambio di sostegno per la sua nomina in Multiservizi. Questione tutta da verificare, emersa da due file audio registrati in modo occulto da Sergio Staderini, ex presidente Coingas, nei quali viene captato anche il sindaco Alessandro Ghinelli. Bardelli spalleggiato da Roggi, sostanzierebbero l'esistenza di un accordo non rispettato del quale viene fatto partecipe il sindaco.