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Arezzo, marocchino ruba bicicletta con la borsa della spesa: "Avevo fame"

Luca Serafini
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Davanti al giudice il marocchino ha detto di aver rubato la bicicletta per fame. Perché attaccate al manubrio c'erano le borse con la spesa appena fatta. E davanti a quei prodotti alimentari non ha saputo resistere: aveva bisogno di mangiare. Un cittadino straniero già noto alle forze dell'ordine è stato arrestato domenica pomeriggio a Saione, in via Vittorio Veneto, ad Arezzo dopo che si era impossessato di una bici appoggiata al muro, fuori da un negozio. Il proprietario si è accorto delle mosse sospette dello straniero e ha dato l'allarme. Una volante dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, che era nei paraggi per il controllo del quartiere, è intervenuta in modo fulmineo. E il magrebino è stato colto nella flagranza del reato, prima che potesse pedalare via lontano. Ha ammesso le sue colpe ed è stato ammanettato. E' risultato essere pregiudicato, non regolare, seguito dal Sert dell'azienda sanitaria che si occupa di tossicodipendenti. Vive con una sessantenne aretina. Nell'udienza di ieri il giudice monocratico ha convalidato l'arresto ma ha ritenuto di non dover applicare alcuna misura cautelare. Il processo è stato celebrato con rito alternativo, con pubblico ministero Elisabetta Sbragi e si è concluso con la condanna a sei mesi di reclusione e 140 euro di ammenda. La pena non è stata sospesa in quanto il marocchino, classe 1987, si è già bruciato in passato il beneficio della condizionale.