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Arezzo, yacht di Moretti jr all'asta bis. Bancarotta, altro guaio. Prescrizione per Antonio

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Luca Serafini
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Lo yacht confiscato ad Andrea Moretti salpa per una seconda asta dopo quella andata deserta a novembre. A fine marzo l'Istituto Vendite Giudiziarie di Arezzo ritenta con una base più abbordabile: 790 mila euro. Data, dettagli e campagna pubblicitaria ancora in via di definizione. Sognata da molti per bellezza, lusso e prestazioni, la barca tolta dallo Stato al quarantenne imprenditore figlio di Antonio Moretti, è rimasta in deposito: troppi i 900 mila euro chiesti per l'acquisto. Si nutre fiducia nel secondo tentativo. Intanto il mare di guai giudiziari del tenace e dinamico Andrea Moretti, si arricchisce di un nuovo problema. Il giudice Fabio Lombardo lo ha mandato a processo (7 aprile 2020) per il fallimento di Confitalia (Confezioni Italia), una delle società del gruppo impegnato nei settore abbigliamento, immobiliare e del vino. Prosciolti invece babbo Antonio e Alberto, altro figlio del patron. Tutto questo alla vigilia dell'udienza di domani, 22 gennaio 2020, in Cassazione, che può rimettere in discussione i sequestri per 25 milioni scattati a novembre 2018 con gli arresti agganciati all'accusa di autoriciclaggio. Inchiesta, questa, che il pm Marco Dioni si accinge a chiudere. Tornando all'udienza preliminare di ieri davanti al gup Fabio Lombardo, i tre Moretti erano chiamati a rispondere di contestazioni legate al fallimento di Confitalia avvenuto nel 2013. Per Antonio e Alberto il trascorrere del tempo ha fatto svanire i reati, mentre per Andrea hanno resistito a causa della “recidiva”. A vario titolo, si parlava di bancarotta preferenziale per aver veicolato 2 milioni del patrimonio della società in liquidazione a delle banche creditrici e non all'Erario. Contestate operazioni ritenute improvvide e imprudenti, come la cessione di Modi e Moda a Fashion Network, poi fallita. E Antonio Moretti doveva anche rispondere della mancata tempestiva richiesta di fallimento. In aula era presente per la procura il dottor Roberto Rossi. Per il patron hanno partecipato all'udienza gli avvocati Stefano Campanello e Mauro Messeri, per Andrea l'avvocato Niki Rappuoli, per Alberto gli avvocati Tommaso Acuti e Benedetta Guzzoni. Per Andrea Moretti si allunga la serie di vicende giudiziarie, che tuttavia non scalfiscono la sua determinazione nel portare avanti attività imprenditoriali come la rilanciata Pull Love. Il babbo Antonio, pure lui nel groviglio di vicende legali, tiene alto nel mondo il valore del vino aretino con l'etichetta Oreno, super rosso top. La società Confitalia che si era inabissata nei debiti nel febbraio 2013 che controllava al cento per cento Modi & Moda srl, un tempo celebre catena di negozi dell'abbigliamento. L'inchiesta svolta dal pm Laura Taddei ha sviluppato l'accusa secondo cui il patrimonio della ditta fu deteriorato a scapito dei creditori: un business “manifestamente imprudente”. Quindi bancarotta semplice e preferenziale. Reati ora da dimostrare per il solo Andrea.