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Arezzo, su candidatura Ghinelli decide tavolo nazionale del centrodestra

Alessandro Ghinelli, 67 anni, sindaco di Arezzo

Luca Serafini
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Il “Ghinelli bis” al vaglio del tavolo regionale e nazionale del centrodestra. Con valutazioni decisiva la prossima settimana. La bufera Multiservizi ha indebolito la candidatura del sindaco ingegnere. Quella per la Regione appariva in ribasso già prima delle perquisizioni e degli audio sul presunto accordo corruttivo Bardelli-Roggi-Amendola. Quella per il Comune nessuno pare metterla in discussione ad Arezzo, con il silenzio assenso dei partiti della coalizione. Ma resta virtuale. Si attende il suggello che verrà preso da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia con i livelli superiori. Troppo importante Arezzo, strategica e anche simbolica (vicenda Banca Etruria) per non approfondire i temi fastidiosi legati alle vicende giudiziarie in corso. Dopo Coingas, che vede il sindaco indagato, è spuntato il caso Multiservizi, con gli scomodi audio. Nulla di penalmente rilevante a carico di Ghinelli, che in Consiglio comunale ha rispedito al mittente gli attacchi dell'opposizione: “Non ci toglierete di mezzo così”. Proponendo la sua immagine di “padre” che deve ascoltare tutti, anche i consiglieri comunali ed esponenti di maggioranza problematici. Ma la situazione è complicata. L'assessore Lucia Tanti ha spiegato sui social che il silenzio del centrodestra non significa nulla: “Da giugno Ghinelli è stato ricandidato a Sindaco per il secondo mandato. Se ci fosse mai qualcosa da dire sarebbe per dire il contrario: l'ovvio solitamente non si afferma né tanto meno si riconferma”. Quindi, pensare a cose diverse rispetto a giugno, secondo Lucia Tanti sarebbe da “suicidio”. L'assessore Tiziana Nisini, assessore e senatrice della Lega, interpellata ieri sulla questione, ha declinato la domanda rinviando ai responsabili regionali. Dopo il voto dell'Emilia Romagna i partiti di Salvini, Berlusconi e Meloni, in base ai nuovi rapporti di forza, daranno o meno l'imprimatur. Intanto il capogruppo del Pd al Comune di Arezzo, Luciano Ralli, è tornato all'attacco sollevando dubbi sulla “credibilità istituzionale” del sindaco e allude a possibili prese di distanza nella sua stessa maggioranza. “Continuiamo a chiederci perché una riunione oggetto di un'inchiesta penale si sia svolta alla sua presenza, nel suo ufficio e senza alcun suo intervento censorio. Se quello che leggiamo è vero, si stava narrando un possibile reato. Un sindaco, pubblico ufficiale, doveva tacere?” Il sindaco, riferendosi a Bardelli, ha detto: “è vero gli diedi udienza, cercai di capire ma ben poco riuscì a comprendere”. “Era così difficile?” si domanda Ralli. “E se fosse vero, Arezzo ha un Sindaco che non riesce a comprendere uno dei consiglieri a lui più vicini?” Ralli rileva ancora: “Dinanzi alla richiesta di chiarimento, solo l'aggressività verbale: “state barbaramente strumentalizzando stralci di registrazioni per fini di carattere politico e di campagna elettorale'”. Il capogruppo Pd vede scollamento intorno a Ghinelli. Parla di “solitudine degli (ex) numeri primi”. Le risposte tra qualche giorno.