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Arezzo, da centrodestra mezzo sì al Ghinelli bis. Ma si studiano anche alternative

Luca Serafini
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Ghinelli bis, arriva un mezzo sì dal tavolo regionale del centrodestra. Non è ancora una investitura. Non viene assicurato pieno appoggio alla lista civica del sindaco uscente. La triplice Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia così si esprime, testuale: “Vista la dichiarata volontà del sindaco Ghinelli di candidarsi per un secondo mandato come Primo Cittadino di Arezzo, ci troviamo concordi nel riaffermare il principio garantista che è un tratto qualificante dell'identità valoriale del Centrodestra”. Questo il primo concetto: un avviso di garanzia non basta per buttare giù una candidatura. I coordinatori regionali Daniele Belotti, Stefano Mugnai e Francesco Torselli, proseguono: “Faremo a breve un incontro fra il Sindaco, i vertici dei nostri tre movimenti politici ed i consiglieri di maggioranza per organizzarci alla luce del quadro politico-amministrativo cittadino in vista delle elezioni comunali”. L'incontro, che non ci sarà questa settimana, dovrebbe definitivamente chiarire tutto. Se all'interno dei partiti c'è davvero voglia di puntare tutto su Alessandro Ghinelli. Sulle beghe giudiziarie viene piantato un paletto. Ma basterà? Mal di pancia si registrano nei tre partiti. Vedremo se sono nodi superabili o meno. Intanto c'è chi, nell'attesa, valuta anche ipotesi alternative. Piani B e C. Per carnevale, del resto, ogni candidato vale. Voci come coriandoli: ammiccamenti e manganellate. Il nome sul quale è riposta massima considerazione da molti è quello di Marcello Comanducci, l'assessore della giunta Ghinelli, trattenuto però da impegni di lavoro e personali. Competente e apprezzato, non divisivo, espressione di un'aretinità fatta di appartenenza e laboriosità, per molti è il top. Ha assistito alla finestra nei giorni scorsi alle iniziative civiche di Gianfrancesco Gamurrini prima e del sindaco Ghinelli poi. Ma Comanducci è davvero fuori dai giochi? In crescita le quotazioni di un big della politica e della cultura locale, il dottor Pierluigi Rossi. Primo rettore della Fraternita dei Laici ha un curriculum lungo così che spazia in tutti i campi: medicina, storia, arte, televisione, ma anche buona amministrazione. Viene indicato come personaggio unificante. E' vero che già in passato scese in campo per il comune e fu sconfitto (1995), ma come i vini della Fraternita, gli anni trascorsi potrebbero averlo irrobustito. Le antenne in città rilevano anche “sondaggi” sull'avvocato Paolo Enrico Ammirati, in passato vice sindaco e consigliere regionale. Quadro quindi ancora fluido. Il sindaco, da parte sua, dopo la mossa dei giorni scorsi con il varo della sua lista, attende di capire se avrà la spinta necessaria oppure no. Va da sé che una eventuale frammentazione sarebbe un suicidio politico per il centrodestra. Il vertice regionale di ieri, con il comunicato piuttosto criptico, equivale ad uno stallo, con segnali comunque positivi, almeno sotto il profilo giudiziario: inchiesta Coingas e Multiservizi, si afferma, non faranno saltare l'eventuale accordo. Ma da qui a stringere il patto ancora ce n'è di strada da fare.  * * * E il centrosinistra? La margherita è piena di petali quanto indecifrabile. Si susseguono le riunioni, la quadratura non c'è. Neanche ieri sera. Fumata nera. La candidatura forte di Vincenzo Ceccarelli resta inceppata nel binario del possibile ritorno alla Regione Toscana dove la bella dote di consensi che l'assessore porta con sé, induce a meditare prima di liquidarlo. Serve la deroga del Pd al terzo mandato. Dietro di lui, una schiera di medici di massimo rispetto professionale, umano e politico: Luciano Ralli, Angiolo Agnolucci, ma anche Marcello Caremani e Pasquale Giuseppe Macrì. Riflessioni anche sull'ex ingegnere della Provincia Giovanni Cardinali e su Paolo Peruzzi, presidente della cooperativa Koinè. Voci che fluttuano come coriandoli. Nulla di deciso. Anche qui il rischio di incartarsi c'è. Mentre si registrano in città telefonate commissionate da qualche partito per rilevare il gradimento degli aretini. Pare che agli aretini venga sottoposta una lista di nomi che parte ovviamente dalla riproposizione del sindaco uscente, Alessandro Ghinelli, per poi proseguire con i nomi dell'assessore Lucia Tanti e Gianfrancesco Gamurrini. Verrebbe anche posta la domanda su Luciano Ralli, per sondare gli umori per un potenziale candidato del centrosinistra. Ma nella lista appare anche Marco Donati, che nei giorni scorsi ha varato con un gruppo di collaboratori provenienti dalla società civile una lista civica esterna alla coalizione di centrosinistra, con un suo progetto di città, il cui posizionamento, mosse e candidature rappresentano un'altra variabile non di poco conto nello scenario pre elettorale per il voto di primavera che deve dare alla città di Arezzo il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale.