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Arezzo, molestatore seriale perseguita donna con telefonate erotiche: denunciato

Luca Serafini
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Telefonate a sfondo erotico e sessuale contro una donna, titolare di un esercizio pubblico. Smascherato dai carabinieri di Bibbiena l'autore degli atti persecutori. Le chiamate, insistenti e pesanti, arrivavano alla casentinese sull'utenza fissa dell'attività. La donna, bersagliata fin dal dicembre scorso, viveva nella tensione e nella paura, tanto da costringerla a cambiare abitudini di vita, percorsi giornalieri e luoghi abitualmente frequentati. I Carabinieri, raccolta la denuncia, hanno avviato una meticolosa attività di indagine volta ad identificare il “maniaco” e che legame potesse avere avuto con la vittima. In breve tempo sono risaliti ad un 40enne italiano, operaio, residente in Toscana, pluripregiudicato per reati specifici. L'uomo infatti nel corso degli anni è stato condannato più volte per molestie a carattere sessuale, condotte proprio mediante il telefono. I Carabinieri hanno ricostruito una vicenda dai contorni abbastanza oscuri. Innanzitutto hanno scongiurato legami con la vittima, scelta per puro caso dopo che il numero di telefono fisso del suo esercizio commerciale era stato immesso sul web per la promozione di articoli commerciali. L'uomo, negli ultimi mesi, aveva molestato un sostanzioso numero di donne residenti in Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana. Singolare il modus operandi: per sfogare le proprie pulsioni, ricercava su un noto sito di e-commerce, utilizzato anche per proposte lavorative, numeri di telefono e fotografie di aspiranti babysitter, cassiere e commesse. Si proponeva come datore di lavoro, stabiliva un contatto telefonico che già dalla prima circostanza sfociava in turpiloqui e proposte sessuali. Non risulta che siano state effettivamente e fisicamente incontrate donne, né che nessuna sia rimasta vittima di ulteriore violenza, a parte quella verbale nel corso delle telefonate, così come per la donna casentinese. Sono ancora in corso indagini per identificare ulteriori vittime e comprendere chi tra le vittime sia intenzionata a sporgere denuncia. Nel caso della donna casentinese, le semplici molestie si sono tramutate in una vera e propria persecuzione, tanto che i Carabinieri di Bibbiena hanno proceduto con il cosiddetto codice rosso. La reiterazione delle telefonate, infatti, unite al timore della donna per la propria incolumità e il mutamento delle sue abitudini di vita hanno reso configurabile il reato di stalking, più grave delle molestie. L'uomo è stato denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria di Arezzo.