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Arezzo, verso il voto: Pier Luigi Rossi su ipotesi candidatura e Ghinelli bis

Pier Luigi Rossi

Luca Serafini
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“No, grazie”. Molti lo vedono come una figura unificante e vincente per il centrodestra. Ma lui, il dottor Pier Luigi Rossi, si tira indietro dalla girandola di nomi alternativi a quello di Alessandro Ghinelli, sindaco uscente ancora in attesa dell'imprimatur di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. “Non ho intenzione di impegnarmi direttamente come candidato a sindaco della città”, dice al Corriere il dottor Rossi, 71 anni, medico, personaggio popolare per le attività scientifiche, culturali, divulgative e politiche. “Sono disponibile come sempre a dare il mio contributo, come adesso in veste di Primo Rettore della Fraternita dei Laici” aggiunge Pier Luigi Rossi. “La mia speranza è che ad Arezzo si esca dalla logica dell'alternanza vista come contrapposizione sterile tra schieramenti: qui abbiamo perso il valore della sintesi, dell'orgoglio comune, dell'appartenenza”. Il medico specializzato in Scienza dell'Alimentazione, nel 1995 venne candidato sindaco e perse la sfida con il commercialista Paolo Ricci, candidato del centrosinistra. Ma dopo 25 anni c'è chi non lo vedrebbe male nel caso in cui la candidatura di Ghinelli con la sua lista civica, non trovasse sponda nei partiti. “Ad Alessandro Ghinelli sono riconoscente per avermi voluto alla guida della Fraternita”, riprende Rossi. “Per Ghinelli, come a tutti capita nella vita, è un momento verità: ha annunciato con coscienza e volontà di voler guidare ancora la città e questa decisione va rispettata. Condivido il lavoro che ha svolto”. Un lavoro che secondo Pier Luigi Rossi va proseguito e potenziato con impulso diverso. “E' urgente una progettualità politica per la città, un disegno che vada oltre le divisioni. Serve uno scatto di orgoglio: Arezzo è una città fragile dal punto di vista economico, sociale e culturale. Il lavoro è la questione cruciale. Va riconosciuto a Ghinelli di aver riposizionato Arezzo, anche dopo un vicenda devastante come il fallimento della banca della città. Nel turismo c'è stata crescita, il piano strutturale è pronto, l'obiettivo ‘capitale della cultura' è una sfida da vincere. Ma non stiamo bene. Va fatta ripartire l'economia, l'edilizia. Dobbiamo crescere anche demograficamente, sopra i 100 mila abitanti: ci aprirebbe la strada a nuovi benefici”. Rossi si scrolla l'etichetta di possibile candidato da piano “b”, ma è pronto a fare la sua parte “come negli ultimi quaranta anni”. Con saggezza ed esperienza, forse anche alla luce delle vicende giudiziarie in corso, una raccomandazione la fa: “La prossima classe dirigente, chiunque vinca, non sia formata con persone pescate dagli schieramenti con logiche di tessera. Si guardi alle migliori risorse che ci sono ad Arezzo. Serve equilibrio, prospettiva, orizzonte. Uno sguardo elevato. Ed oggi ogni vero aretino è nella Cappella della Madonna del Conforto, con il suo corpo o con il suo pensiero”.   Luca Serafini