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Arezzo, inchiesta Coingas: interrogatorio a Merelli avvolto nel segreto

Luca Serafini
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Alberto Merelli, assessore comunale al bilancio, sarebbe stato interrogato dagli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta Coingas, la presunta malversazione di denaro a professionisti, incaricati per prestazioni che per il pm Andrea Claudiani erano inutili, dai costi abnormi e con assegnazioni arbitrarie. Fonti giudiziarie danno per avvenuta l'audizione, che si sarebbe svolta giorni fa in gran segreto per evitare clamori. Merelli e il suo legale si trincerano nel no comment. Non confermano. “Non voglio parlare di questa cosa”, dice l'assessore al Corriere. Amareggiato. L'interrogatorio era stato chiesto alla procura dallo stesso Merelli, destinatario di uno degli “avvisi” scattati il 2 luglio 2019 in occasione delle perquisizioni operate dalla Digos. Quella mattina furono sequestrate carte, telefoni e pc: compreso il portatile di Sergio Staderini, ex amministratore di Coingas, dal quale sono saltati fuori decine di “file” audio registrati di nascosto nelle riunioni. Tra i quali, i due alla base dell'altra inchiesta, quella su Multiservizi, con ipotesi di reato la corruzione (indagati Luca Amendola, Roberto Bardelli e Lorenzo Roggi). Nulla di preciso si sa dell'incontro tra gli inquirenti, la cui posizione è anche agganciata a quella del sindaco Alessandro Ghinelli (indagato per favoreggiamento). Ghinelli in una intercettazione del 4 giugno esorta Merelli affinché smuova i revisori dei conti di Coingas perché diano l'ok al bilancio, sul quale invece erano perplessi proprio per i super compensi allo studio legale Olivetti Rason e al commercialista Marco Cocci (304 mila e 144 mila euro): “... fate questo incontro rapidamente perché... devi essere molto chiaro e diretto... se questa persona non intende fare questa cosa... e dal momento che ce lo abbiamo messo noi ... si parla con... ci si mette un altro... ma non è accettabile che uno messo lì da noi... non ci stia a sentire..." In consiglio comunale il sindaco già in estate ha spiegato che la sua preoccupazione era legittima, legata al serio rischio che Coingas, cassaforte dei dividendi di Estra a favore del comune, saltasse. Lo stesso Ghinelli si è detto pronto a fornire spiegazioni agli inquirenti. Tornando a Merelli, commercialista e amministratore stimato, aveva fatto sapere di essere pronto a chiarire ogni aspetto della vicenda e alle accuse rispetto alle quale si ritiene estraneo. E che vertono sull'incarico all'avvocato Olivetti Rason di Firenze. L'ipotesi del pm era che Merelli (indagato per peculato in concorso e per abuso di ufficio) si fosse adoperato perché le consulenze andassero a buon fine. Tutto da dimostrare, come pure che gli incarichi svolti dai professionisti fossero farlocchi. Di sicuro Coingas a primavera era una ossessione per gli amministratori. “Su ‘sta storia mi dimetto... siete riusciti dove non è riuscito il Pd!”, disse intercettato un esasperato Merelli, che conservava la battuta, tra incudine e martello: gli avvocati fiorentini da un lato e il sindaco dall'altro: (“mi parla solo di questo...”). Sentiti finora Franco Scortecci (amministratore Coingas), Mara Cacioli (ragioniera); Cocci e Staderini si sono avvaldi della facoltà di non rispondere. Resterebbero da sentire oltre al sindaco, altri indagati: Francesco Macrì, presidenteEstra, gli avvocati Olivetti Rason e Stefano Pasquini. Caso Coingas bolla di sapone o no? Prima si sa, meglio per tutti. Luca Serafini