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Arezzo, "atti sessuali nel camerino del negozio": ragazza minorenne accusa sarto

Luca Serafini
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Un sarto di Arezzo è accusato di atti sessuali su una ragazza di 17 anni. L'uomo l'avrebbe palpeggiata nelle parti intime, mentre si trovava accanto a lei nel camerino del negozio per prendere le misure dei pantaloni. Le avrebbe anche chiesto un bacio. Le indagini sull'episodio sono ancora nella fase preliminare, con un passaggio fondamentale che è stato fissato dal giudice Angela Avila per il prossimo mese di marzo: l'interrogatorio della minorenne. E' stata la querela presentata dal babbo a far aprire un fascicolo in procura, con l'iscrizione del sarto nel registro degli indagati. L'udienza per ascoltare la giovane sarà celebrata come incidente probatorio: quello che lei riferirà, avrà valore di prova nel procedimento penale. Il fatto è dello scorso ottobre, in città. La studentessa si reca al negozio accompagnata dal nonno. Il sarto deve aggiustare un paio di calzoni e così la studentessa viene fatta accomodare nel camerino che diventerà il teatro dei presunti atti sessuali. Stando alla denuncia, infatti, il sessantenne tira la tenda dello stanzino assicurandosi riservatezza. E poi, mentre svolge il suo lavoro per prendere le misure dei pantaloni, assume un atteggiamento sopra le righe. Le mani allungate addosso alla ragazza e frasi eloquenti. Dinanzi a quelle inattese avances, la studentessa si irrigidisce, si blocca. E in quel modo l'azione dell'adulto si interrompe. Il nonno, in posizione defilata, non si accorge di nulla, ma una volta fuori dal negozio nota che la nipote è silenziosa e turbata. Così la ragazza supera l'imbarazzo e gli rivela l'accaduto. E il giorno stesso parte la querela. Tutto da dimostrare, ma la denuncia è sufficiente per contestare il reato degli atti sessuali aggravati dalla minore età. Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Julia Maggiore, uno dei magistrati aretini che si occupano di vicende che toccano le fasce deboli. Storie delicate dove occorrono scrupolose verifiche. Proprio il pm ha ritenuto di dover procedere con l'audizione della ragazza con l'incidente probatorio per cristallizzare la sua versione, trattandosi di persona ancora giovane e vulnerabile. Il giudice Angela Avila ha acconsentito alla richiesta riconoscendone l'urgenza. Così la studentessa sarà ascoltata tra qualche settimana nell'aula protetta del tribunale. Un ambiente che attraverso un sistema di specchi impedisce a chi rende testimonianza di vedere chi le pone le domande: giudice, pm, avvocati. I minori vengono messi a loro agio anche con il supporto di personale appositamente addestrato. La genuinità del racconto della 17enne sarà valutata con attenzione, come i contenuti e la rilevanza dei fatti. Prima di chiudere l'inchiesta, oltre ai riscontri di polizia giudiziaria, sarà determinante l'audizione del sarto, per raccogliere la sua versione. Come sempre in questi casi la forbice delle possibilità, va dalla suggestione, al gesto equivocato, alla deprecabile debolezza di chi cade in tentazione, fino all'accertamento di una grave condotta che il codice punisce con severità. Luca Serafini