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Arezzo, le sagre crescono ma i commercianti dicono no. Verso la decisione della Giunta

Flavio Sisi

Francesca Muzzi
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Ci sono altre due sagre - tra cui quella di Ceciliano - che chiedono di entrare nel regolamento e nella commissione che si è riunita martedì 18 febbraio. E' stata l'ultima di questa legislatura e se il numero delle sagre da sedici passerà a diciotto, lo deciderà la Giunta comunale in programma martedì 25. All'incontro presieduto dalla presidente Mery Cornacchini, oltre ai rappresentanti del Comune, il presidente della commissione sagre Flavio Sisi, erano presenti anche le due associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio che hanno detto no ad un altro ampliamento. Tra la commissione sagre e le associazioni di categoria non c'è mai stata grande sintonia. Le une, cioè le sagre, sono per così dire in concorrenza con gli esercizi commerciali tanto che il regolamento varato nel 2016 aveva cercato di dare un equilibrio. A cominciare dal menù - bandita la pizza perché non ritenuto piatto tipico e in concorrenza con gli esercizi commerciali - e poi anche la durata. Le sedici sagre non devono superare i 128 giorni complessivi. “Abbiamo detto no all'ingresso delle altre due - sottolinea Valeria Alvisi, vice direttore di Confesercenti - Ma sarà la Giunta a decidere se ammetterle o meno”. Al termine della commissione toni polemici si sono levati dal presidente Flavio Sisi che in un post di congedo dal ruolo, su facebook, ha “ringraziato” il sindaco Ghinelli. “Grazie - ha scritto - al sindaco Ghinelli per averci voluto attaccare, grazie per non avermi/averci ascoltato, grazie per averci lasciato a disquisire di costoliccio e pizza margherita, grazie per non aver avuto il coraggio in questi quattro anni di realizzare un regolamento equo per tutti, grazie per avermi/averci fatto sentire cittadini di serie B”. Ma sottolinea anche: “Senza le angherie della sua amministrazione, noi oggi non saremmo così uniti. E vorrei poter idealmente abbracciare e ringraziare uno ad uno anche le donne e gli uomini delle sagre, per aver creduto in me in questi quattro anni. Ogni vostro attestato di stima è stato per me in questi anni la più bella ricompensa che potessi avere. Ho solo un rimpianto, non aver lasciato a questa città e soprattutto alle "mie" associazioni, il regolamento che meritano. Credo anche nella democrazia e non nei personalismi, quindi nei prossimi giorni rimetterò il mio mandato nelle mani di quegli stessi uomini e donne perché si apra una nuova fase e si decida insieme il percorso dei prossimi anni". Prossimo step martedì per capire se sarà approvato il nuovo calendario.