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Arezzo, l'assessore Tanti scrive ad Anci: "Calo demografico: stesse regole tra scuole montane e di periferia"

Francesca Muzzi
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Calo demografico, le scuole si svuotano e l'assessore Lucia Tanti ha deciso di scrivere all'Anci (Associazione Nazionale Comuni) per chiedere “deroghe per le scuole di periferia come per le scuole montane”. Riavvolgiamo il nastro e partiamo dalla situazione alla scuola di Quarata che il Corriere di Arezzo aveva portato alla luce una settimana fa. Un gruppo di genitori aveva scritto una lettera, perché la prima elementare era a rischio per il prossimo anno scolastico 2020-2021. Le famiglie puntavano il dito oltre che sull'amministrazione, rea - secondo loro - di avere abbandonato le periferie, anche sul calo demografico importante. Oggi a rispondere è l'assessore alla scuola del Comune Lucia Tanti: “In futuro il tema della scuole nelle frazioni non riguarderà solo Quarata o Arezzo - dice - è un argomento che interessa tutte le città e ha rilevanza nazionale perché è regolato da una norma nazionale. Per questa ragione ho inviato una lettera ad Anci con la proposta che tutti i comuni d'Italia chiedano di cambiare le regole oggi in vigore”. In che cosa consiste, l'assessore spiega: “Affinché il Provveditore dia il via libera alla attivazione di una classe devono essere rispettati dei parametri numerici ben precisi. Si possono utilizzare deroghe e attivare la classe anche con meno alunni rispetto alla norma di base, se il Comune è qualificato come montano o insulare. Per attivare una sezione di scuola primaria, per esempio, gli alunni frequentanti non possono essere meno di 15 e non possono essere più di 26 (a Quarata in questo momento sono 3, giusto per chiarire i dati). Per i comuni di montagna o insulari il numero minino per attivare una sezione scende da 15 a 10. Da tempo, tuttavia, il calo demografico potente – circa -24% in Toscana – determina una criticità per le scuole di periferia anche nelle città come Arezzo, che non sono né montane né insulari e quindi non possono chiedere l'applicazione di nessuna deroga”. La richiesta è partita, anche perché “Se la norma non cambia da qui a qualche anno, nonostante l'impegno dei dirigenti e del Provveditore che non è mai venuto meno e nonostante gli investimenti dei Comuni, le scuole statali delle frazioni vedranno un forte ridimensionamento che non è accettabile, perché rappresenta il depotenziamento delle periferie e di tutto il tessuto sociale. Sindaci e Provveditori non possono che rispettare le regole, ma ora queste regole devono adeguarsi al mutamento profondo del contesto di riferimento. Mi aspetto che da Arezzo parta una battaglia nazionale e che molti altri assessori, a prescindere dalle parti politiche, sposino con me questa linea”.