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Arezzo, tornavano da ballare i tre disabili morti nello schianto sull'albero. Ricostruzione

Luca Serafini
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Tornavano dal corso di ballo, sono morti nello schianto del pulmino della cooperativa contro l'albero. Le salme dei tre disabili che hanno perso la vita lunedì sera a La Fratta di Cortona sono composte all'obitorio dell'ospedale Santa Margherita della Fratta. Sono Ivan Osmeri di Passignano sul Trasimeno e Luigi Romano nato a Napoli ma di Firenze, entrambi 45 anni, e Selene Foschi di Livorno, 43. (Guarda video) (Guarda video) Erano a bordo del mezzo della cooperativa Residenze Riabilitative che gestisce alcune strutture in provincia di Arezzo e che fa parte del consorzio Residenze sociali sanitarie di Arezzo. Il Renault nove posti era partito alle 19.30 da Manciano di Castiglion Fiorentino dove, come ogni lunedì, si era svolta l'attività di ballo prevista nel programma della residenza per adulti con disabilità intellettive. Dovevano rientrare per la cena al Ferretto, nel comune di Cortona, alla struttura Villa Mimose. Al volante c'era una operatrice socio sanitaria, persona di fiducia, da anni nella cooperativa. La scatola nera dirà con precisione cosa è successo. Di sicuro la strada, in quel punto insidiosa, stretta e buia, era viscida per la pioggia. Ai lati ci sono file di grossi alberi. Il Renault è sfuggito al controllo della donna, ed è finito contro la pianta. (Guarda le foto) E' stata la stessa autista a chiamare i soccorsi e avvisare i responsabili della struttura. Poi sul posto sono arrivate otto ambulanze, l'auto medica, pattuglie di carabinieri e i vigili del fuoco. Il bilancio è di tre vittime: le famiglie e gli amministratori di sostegno sono stati avvisati. Nel pulmino viaggiavano tre uomini e tre donne, a formare coppie per il ballo, ed un altro ospite che lavora come aiuto cuoco in un'altra struttura presso Manciano. La conducente del pulmino, quarantenne, è ricoverata al San Donato di Arezzo: di origini rumene, è residente in Umbria al Trasimeno. Dimessa un'altra donna, di Grosseto. In tre sono alle Scotte di Siena: due sono di Viterbo, uno di Civitavecchia. Sconvolti gli altri ospiti e i dipendenti della cooperativa che quotidianamente lavora a fianco di persone con problemi, dando loro sostegno, riabilitazione e compagnia. Luca Serafini