Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Coronavirus: 350 mila mascherine per città e provincia. Paga Coingas: costi e problemi

Franco Scortecci, amministratore Coingas

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Tutti vogliono le mascherine, ma non si trovano. Poterle trovare sul mercato asiatico e distribuirle ai 350 mila aretini che vivono tra la città di Arezzo e le vallate della provincia, è l'impresa che Coingas, vecchia società del metano, tenta di centrare. I soldi non mancano alla spa dei comuni che si accinge a varare un bilancio superiore ai 3 milioni e 250 mila euro dell'anno precedente. Sono i ricchi dividendi di Estra, colosso del gas e dell'energia. Ma tra il dire e il fare ci sono molti nodi da sciogliere. In tempi stretti. L'amministratore unico Franco Scortecci risponde ai nostri quesiti. Qual è l'operazione? “Poter distribuire mascherine a tutta la popolazione dei 27 comuni soci. Siamo in contatto con un produttore asiatico, ma la cosa non è facile per vari motivi”. E' un problema di costi? “Le risorse ci sono. Ma servono assicurazioni precise. Intanto vogliamo sapere il prezzo finale comprensivo della spedizione. Se ogni mascherina costa 50 centesimi, quanto dobbiamo spendere per averle in Italia? Stiamo trattando. Un sforzo che si aggira sui 200 mila euro la spa dei comuni può sostenerlo per questa emergenza senza precedenti. E poi, visto che i produttori ci chiedono metà dei soldi prima della consegna, prima si stringere un affare bisogna avere garanzie da questi interlocutori lontani. E una forma di tutela potrebbe essere quella di versare i 100 mila euro iniziali all'ambasciata cinese o del Paese in cui ha sede l'azienda. Ma non è tutto: ci sono poi gli aspetti relativi alla certificazione dei prodotti”. Cioè, non sono mascherine autorizzate? “Dobbiamo fare attente verifiche. Pare siano quelle riconosciute negli Usa, ma non dall'Unione Europea”. Altri dubbi? “I tempi di consegna. Ci parlano di sette giorni, ma occorrono certezze. Nelle prossime ore, a inizio settimana prenderemo decisioni concertate con i comuni”. A partire, ovviamente, da quello di Arezzo. Il comune capoluogo detiene il 45,17% delle quote. Nel suo messaggio del sabato, il sindaco Alessandro Ghinelli ha fatto riferimento a questa operazione, riferendosi alla città e alle categorie prioritarie da servire. Lo sguardo di Coingas è rivolto a tutti i 27 sindaci. L'amministratore Scortecci persegue l'obiettivo con determinazione. Un aspetto chiave, aggiungiamo noi, è quello delle modalità di consegna. Chi distribuirà poi le mascherine? E dove? I Comuni, le farmacie, i supermercati? Tutto da inventare. Non si dovranno favorire accaparramenti e assembramenti con esposizione al contagio. Forse potrebbe essere valutata l'ipotesi di coinvolgere la Protezione civile. Luca Serafini