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Arezzo, Coronavirus: impennata di denunce per inosservanza, 59 in giorno, e siamo a 135

Luca Serafini
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Impennata di denunce nel territorio della provincia di Arezzo nell'ambito dei controlli per il rispetto dei divieti scattati con il decreto per arginare il Coronavirus. Nella giornata di domenica 15 marzo, sono state 59 le persone incappate nel provvedimento penale per inosservanza alle disposizioni delle autorità. Persone che circolavano in auto ma anche a piedi senza giustificato motivo. Il giorno domenicale ha evidentemente spinto più persone ad avventurarsi fuori casa con superficialità. Inflessibili le forze dell'ordine che proseguono il loro lavoro. Dall'inizio dell'emergenza il numero degli aretini denunciati per l'articolo 650 del codice sono 135. Si era partiti con 12 denunce, l'11 marzo, in una fase ancora di sensibilizzazione. Poi i numeri dei giorni successivi sono stati: 27 denunce il 12 marzo, 15 il 13 marzo, 22 il 14 marzo, fino alle 59 scattate nel contesto dei 752 controlli sul territorio, tra città di Arezzo e le quattro vallate.  Solo nella città di Arezzo, domenica, la Polizia Municipale ha denunciato 25 persone delle 59 che vanno verso il decreto penale di condanna, con possibilità di oblazione. Il 590 è punito con l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro. L'oblazione consente di chiudere il procedimento pagando la metà del massimo. I cittadini che lo ritenessero, possono opporsi alla condanna aprendo una fase ulteriore del procedimento. Per approfondire leggi anche: coronavirus e lavoro, aziende al bivio Nella giornata di domenica, sempre in base ai dati ufficiali della Prefettura, dei denunciati per inosservanza, uno dovrà rispondere anche per aver fornito false dichiarazioni nel modulo apposito previsto per giustificare gli spostamenti. Sempre domenica un negozio dei 269 controllati è stato trovato aperto. Il Comune di Arezzo stopperà la licenza ad una attività che ha ripetuto il comportamento fuorilegge. La settimana che si apre all'insegna dell'escalation del virus, prevede il mantenimento della linea severa sui controlli, con ripetuti richiami alla popolazione a evitare spostamenti senza motivi di lavoro, salute e necessità. L'atteggiamento della popolazione è comunque improntato alla responsabilità. Con tenacia e voglia di farcela tutti insieme. Luca Serafini