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Arezzo, strage del pulmino: negative le analisi sull'autista, era lucida. Morirono tre disabili

Luca Serafini
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Strage del pulmino dei disabili, gli esami tossicologici sull'autista, una quarantenne di Castiglione del Lago di origini rumene, sono risultati negativi. La conducente era in condizioni psicofisiche normali: non aveva assunto alcol o altre sostanze quando il 2 marzo prima delle 20 perse il controllo del mezzo che riportava i disabili a Villa Mimose, dopo la lezione di ballo a Manciano di Castiglion Fiorentino. Sul Renault viaggiavano oltre alla conducente sette ospiti della residenza del Ferretto. L'impatto su un albero, alla Fratta di Cortona, fu fatale per Ivan Osmeri e Luigi Romano, 45 anni e per Selene Foschi, 43. Pioveva, era buio. Al vaglio dinamica e velocità. L'autista, dimessa dall'ospedale San Donato di Arezzo, è indagata per omicidio stradale nell'inchiesta diretta dal pm Marco Dioni sulla base degli accertamenti svolti dai carabinieri di Camucia su condotta di guida ed efficienza del mezzo. Degli altri disabili feriti, uno è uscito dal coma farmacologico, alle Scotte di Siena, stabili gli altri due. Il babbo di una disabile ferita morì di crepacuore mentre andava a far visita alla figlia in ospedale. Intanto a Villa Mimose, che ospita 26 disabili, e nelle altre strutture della cooperativa Residenze Riabilitative, dopo il duro colpo della tragedia, ci sono i disagi psicologici e operativi legati all'emergenza Coronavirus, con l'impossibilità di far entrare dall'esterno familiari degli ospiti, e di svolgere tutta la serie di attività esterne ai disabili. La conducente del Renault finito fuori strada, profondamente scossa dalla tragedia, è una dipendente della cooperativa i cui responsabili non hanno mai dubitato che quella sera fosse lucida al volante. L'inchiesta della procura di Arezzo, avvalendosi di riscontri, dati oggettivi, l'esame della scatola nera del pulmino e di una consulenza tecnica affidata ad un esperto, farà piena luce. I tre disabili morti sono stati riposano nei cimiteri di Tuoro, San Casciano Val di Pesa e Livorno. Sulla strada provinciale 28, il sindaco di Cortona, Luciano Meoni, aveva chiesto ulteriori misure di sicurezza come guard rail davanti alla fila di alberi che la costeggiano, ma secondo la presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini, non sono necessari: asfalto buono e limite di velocità a 50. Luca Serafini