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Coronavirus, a Badia Tedalda muore il suocero del vice sindaco. In 70 fanno il tampone dalle auto

Francesca Muzzi
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Aveva 91 anni. Ucciso dal Coronavirus. Badia Tedalda piange la prima vittima. Era il suocero del vice sindaco, Ivano Sensi, anche lui positivo al Covid-19. Una persona molto conosciuta in paese che “da una settimana - racconta il vice sindaco - era ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale San Donato di Arezzo”. “Mio suocero si è ammalato i primi di marzo - racconta Sensi - Il contagio è arrivato da una persona esterna. Nonostante i suoi 90 anni era una persona molto dinamica. Guidava anche la macchina”. Poi i sintomi dell'influenza, il tampone e la positività: “E' rimasto in casa con noi fino ad una settimana fa quando è stato ricoverato”. Ieri la morte. “Non possiamo nemmeno andare a prendere la salma e io non posso stare vicino a mia moglie”. Il vice sindaco è infatti risultato positivo al Covid-19, mentre la moglie no. “Ho subito informato la Giunta e i cittadini. Non ho fatto mistero della mia condizione affinché tutti prendessero precauzioni” dice. “Pensavamo di essere il paese immune al Coronavirus. Piccolo, in montagna. E invece viviamo una situazione al limite del paradosso. Sicuramente il virus ce lo ha portato qualcuno che è arrivato dal Nord. Non è un bel momento, la comunità è angosciata e soprattutto impotente”. “Speriamo che i tamponi effettuati oggi (ieri ndr) ci diano un quadro più preciso”, dichiara Sensi. Ieri infatti si è concretizzata la battaglia che il sindaco Santucci, in primis, ha portato avanti con forza dopo la positività oltre che del suo vice sindaco anche del medico del paese. A Badia Tedalda sono stati fatti 70 tamponi. “Io avevo messo in lista 86 persone - dice il sindaco Santucci - e nei prossimi giorni verranno fatti a domicilio ad altre dieci. Ma per adesso sono contento del lavoro che abbiamo portato a termine”. Sabato 21 marzo sul parcheggio del palazzetto dello sport di Badia Tedalda, un camper della Asl attrezzato ha fatto sfilare i 70 pazienti che erano stati identificati tra coloro che avevano avuto contatti con il vice sindaco e con il medico e quelli che invece avevano febbre sopra i 38 gradi e non avevano avuto contatti con le due persone. “Ognuno è arrivato in auto - dice il sindaco - e gli operatori hanno fatto i test dal finestrino senza farli scendere”. A differenza di ciò che aveva annunciato Santucci, lui il tampone non lo ha fatto. Ci ha rinunciato. “All'ultimo momento - dice il sindaco - due persone si sono aggiunte alla lista segnalate dal medico, perchè avevano febbre alta e così ho preferito rinunciare io, perché non c'erano tamponi per tutti e lasciare agli altri la possibilità di verificare la loro condizione”. Ci vorranno circa due o tre giorni per avere i risultati di tutti, poi “vedremo quello che fare e come comportarci". ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE IL 22 MARZO E ON LINE