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Arezzo, Coronavirus: denunce a quota 545 ma le condanne sono rinviate

Luca Serafini
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Hanno sfondato quota 500 le denunce penali per i trasgressori del divieto di uscire di casa legato all'emergenza Coronavirus. Nella giornata di lunedì, dopo la domenica record con 79 persone deferite all'autorità giudiziaria, a finire nei guai sono stati altri 56 aretini sorpresi dalle forze dell'ordine in città e in provincia per strada senza motivi giustificati: lavoro, salute, necessità. Lunedì 23 marzo le persone controllate dalle pattuglie sono state 1.012. Per tre persone contestato anche il reato di false dichiarazioni relativamente al modulo per l'autocertificazione. Nella stessa giornata controllate 413 attività, con tre denunce sempre per inosservanza ai provvedimenti delle autorità (articolo 650). Il dato è quello che la Prefettura di Arezzo ha inviato al Ministero dell'Interno sulla base dei report inviati da polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, polizia provinciale. Il conteggio totale delle persone denunciate a partire dall'11 marzo sale quindi a 545. Le denunce vengono inoltrate alla procura della repubblica, ma restano al momento ferme senza che abbia corso il procedimento che può sfociare nel decreto penale di condanna. Se ne parlerà forse tra qualche mese. L'attività giudiziaria infatti è ferma, a meno che non si tratti di questioni urgenti con persone detenute. I cittadini denunciati possono incorrere in tre mesi di arresto o 206 euro di ammenda, ma potranno chiudere con l'oblazione pagandone la metà. Possibile anche opporsi alla condanna. La sospensione dei termini giudiziari e delle attività, registra oggi anche il rinvio del processo per il maxi giro di droga al parco del Pionta. Nuovo slittamento ad aprile. Imputati numerosi nigeriani.