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Arezzo, Coronavirus: 682 denunciati trovati fuori casa, ora arrivano super multe

Luca Serafini
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Dal giorno dello “state a casa” alla mezzanotte di martedì, sono stati 682 gli aretini trovati in giro senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Tutti denunciati per “inosservanza ai provvedimenti delle autorità”. Rischiano l'arresto di tre mesi (virtuale) o l'ammenda di 206 euro, ridotte a 103 con l'oblazione. Ma con il nuovo giro di vite impresso dal governo Conte, le cose sembrano mettersi peggio. Il premier ha annunciato multe da 400 a 3.000 euro. Ben più salate, quindi, con l'obiettivo di scoraggiare chi, a piedi o in macchina, trasgredisce. E nell'Aretino non sono stati pochi, stando ai dati ufficiali resi noti dalla Prefettura. Le persone incappate nei controlli sono state 12.647. Oltre ai denunciati per il “650”, ci sono quelli deferiti per false dichiarazioni: 20. Quanto ai commercianti, gli esercizi controllati sono stati 6.190 e i titolari denunciati per inosservanza 11. Ora, siccome l'emergenza perdura e il tunnel ancora non fa scorgere la luce, il governo ha rimesso mano alle punizioni per chi va per le strade e costituisce un rischio per sé e per gli altri, come potenziale anello della catena dei contagi di Coronavirus. Mentre le denunce per gli oltre seicento aretini giacciono in procura, attiva solo per le emergenze, e chissà quando si arriverà ai decreti penali di condanna, arriva adesso il rischio multa. Ma quanto deve scucire chi è fuori senza motivo? “Dobbiamo ancora conoscere il testo del nuovo decreto che dovrà entrare in vigore con la pubblicazione”, dice Marcellino Lunghini, comandante della Polizia Municipale di Castiglion Fiorentino. “Se si tratta di sanzione amministrativa, tra 400 e 3.000 euro, il cittadino può oblare pagando il doppio del minimo, 800 euro. Ma c'è l'aumento di un terzo, anziché la confisca, se la persona è al volante di un veicolo: quindi si va a 1.040 euro. Ci sono aspetti ancora non chiari, attendiamo”. Di certo i controlli proseguono e incalzanti. Presto con l'inasprimento delle sanzioni. Luca Serafini