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Arezzo, Coronavirus: vertice multe in Prefettura per dubbi su decreto. Quanto si paga

Luca Serafini
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Ci sono settecento aretini che devono pagare 200 euro. Sono quelli trovati fuori di casa senza “comprovati motivi” di lavoro, salute o necessità, tra l'11 e il 25 marzo. La denuncia penale che avevano ricevuto non esiste più, ha stabilito il governo. E il nuovo decreto 19/2000 ha valore retroattivo, col beneficio che la multa si paga a metà. Per i nuovi trasgressori, dal 26 marzo in poi, c'è appunto la sanzione amministrativa: da 400 a 3.000 euro. Per approfondire leggi anche: il nuovo modulo per l'autocertificazione Ma i dubbi sull'applicazione non mancano: il decreto in vigore da ieri è opaco. Idee poco chiare sia per i cittadini che per le forze dell'ordine cui spetta il compito di effettuare i controlli su strada ed elevare le multe. Tant'è vero che questa mattina, venerdì 27 marzo alle ore 11, in Prefettura è convocata dal prefetto di Arezzo Anna Palombi la riunione del Comitato Tecnico delle forze dell'ordine. Il Palazzo di governo indicherà una condotta unitaria alla quale attenersi: modalità e cifra da pagare. Ieri però si navigava a vista e le pattuglie hanno applicato il buonsenso nei confronti di chi, non molti a quanto riferiscono i vari Corpi, ha infranto l'ordine del “tutti a casa” (su oltre ottocento persone controllate giovedì 26, soltanto 4 le sanzioni elevate). Un provvedimento che serve per impedire al Coronavirus di trovare il modo di passare da una persona all'altra: abbattere i contatti tra le persone è la sfida quotidiana in corso. Nessuna dichiarazione ufficiale dalla Prefettura e dai vertici delle forze dell'ordine, sulla questione multe. Ma a sentire chi ha operato sul campo, qualcosa emerge. Chi viene trovato a piedi senza motivi plausibili per essere fuori, si prende la sanzione “base” da 400 euro e può accedere al pagamento agevolato entro 30 giorni (non 5) con sconto del trenta per cento. Quindi 280 euro. Se non lo fa nell'arco di un mese incorre in importi man mano superiori. Per chi è al volante di un'auto, il prefetto aumenta l'importo base fino ad un terzo in più. Se lo fa per il massimo, si arriva a 533 euro che, pagando subito, scendono alla complicata cifra di 373,33 euro. La quantificazione migliore, magari senza decimali, è uno dei punti da chiarire. I versamenti dovrebbero essere effettuati con i modelli f23 a favore dello Stato. Da evitare flussi controproducenti alle Poste. Al vaglio altre questioni giuridiche e logistiche. Per i 695 denunciati per “inosservanza” (articolo 650 del codice penale) le carte già trasmesse in procura, ora vanno sterzate. A chi? Alla prefettura o alle forze dell'ordine? Gineprai burocratici. I 200 euro dovrebbero valere tanto per pedoni che automobilisti. Rispetto alla contravvenzione di prima, 206 euro, c'è un lieve risparmio. Luca Serafini