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Coronavirus, 450 euro dalla comunità del Senegal alla Misericordia di Sestino

Francesca Muzzi
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“E' stata una bella e graditissima sorpresa”. Il presidente della Misericordia di Sestino, Luciano Crescentini, commenta così il gesto di un senegalese arrivato nella sede della confraternita locale in questi giorni segnati dalla minaccia del Covid 19. “Quando ho aperto la porta ho visto un amico senegalese che mi ha allungato una busta. E' il nostro  contributo all'associazione -  mi ha subito dichiarato -  per il lavoro che fate in questi giorni drammatici per l'Italia aggredita dal Coronavirus. Vogliamo anche noi dichiararvi la nostra solidarietà. Difendete tutti, anche noi, con la vostra quotidiana attività”. “Un gesto davvero  significativo” continua Crescentini “di grande sensibilità umana e sociale, perché dimostra anche la ormai raggiunta affinità con la comunità locale. E perché viene dal basso, da gente che di certo non naviga nell'oro. A nome della  confraternita salutiamo e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla donazione, raccogliendo la consistente cifra di 450 euro”. Davanti alla sede dell'associazione sestinate si è presentato un giovane della comunità senegalese, che chiameremo Fatou. Era lì per conto dei suoi connazionali, che in questi giorni difficili avevano pensato di rendersi utili. “E' stato un gesto spontaneo e naturale” rivela “che abbiamo tutti deciso di intraprendere dopo esserci consultati. Dovevamo anche noi dare il nostro contributo a chi ci ha accolto con calore e ci sta facendo integrare nel tessuto del paese. E devolverlo alla Misericordia che soprattutto in questi tempi difficili si prodiga per il bene della collettività”. I residenti di origine senegalese non sono molti, circa 7-8 famiglie, e vivono tutti a Sestino capoluogo. Rappresentano comunque un numero significativo per il mantenimento in loco dell'Istituto comprensivo con i loro bambini iscritti ai diversi corsi di studio, e per assicurare una manodopera indispensabile alle ditte del posto. Dal lontano Senegal a Sestino: una immigrazione che inizia nei primi anni '90  del  secolo  scorso, quando si instaurano nel territorio le prime importanti industrie, soprattutto nella lavorazione del Pvc e del mobile. Mancava la manodopera locale, perché in gran parte emigrata verso il nord  dell'Italia o all'estero. “Sono ampiamente integrati e indispensabili” dice ancora il responsabile della Misericordia “che ci auguriamo possa superare presto l'attuale crisi. Noi attualmente siamo impegnati non solo a Sestino, che fino ad ora sembra vivere una particolare situazione di non eccessiva contaminazione, ma soprattutto nella zona di Badia  Tedalda e di Ponte Presale, dove l'epidemia si sta facendo davvero minacciosa. Le somme raccolte anche grazie al loro gesto ci servono per supportare il lavoro intenso di questi giorni, soprattutto a livello sociale e sanitario”. “Siamo tutti uniti in questa battaglia” conclude Fatou “e tutti dobbiamo darci da fare, indipendentemente dal colore della pelle. Insieme ce la faremo”. Francesco Del Teglia