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Coronavirus, Ordine dei Medici di Arezzo: niente sconti a responsabili per la morte dei colleghi

Luca Serafini
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Medici morti per Coronavirus: fermo no alla proposta di cancellare le eventuali responsabilità nella gestione dell'emergenza. La presa di posizione è dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Arezzo che con un documento diffuso oggi, lunedì 6 aprile, condivide e sottoscrive l'appello pubblico dell'Ordine di Torino. "È semplicemente inconcepibile che, in momenti tanto tragici, la politica pensi e tenti di cancellare preventivamente le eventuali responsabilità nella gestione della emergenza", si legge nell'intervento dei medici aretini. "Certamente non è questo il momento giusto per sollevare polemiche invece di concentrare tutte le risorse possibili contro questa terribile guerra, nel corso della quale molti Medici e Operatori sanitari sono stati acclamati come eroi prima di diventare martiri. Alla fine dell'emergenza, vinta la guerra, noi Medici, - per noi, per i nostri martiri, per tutti i deceduti, per i nostri pazienti e per tutti i cittadini- dovremo impegnarci per individuare le eventuali responsabilità". Ecco il testo dell'appello dei Medici di Torino. IMMUNITÀ PER LE STRUTTURE SANITARIE IN CASO DI DANNI AGLI OPERATORI L'ORDINE DEI MEDICI DI TORINO: “PROPOSTA CRUDELE E OFFENSIVA, GLI EMENDAMENTI VENGANO RITIRATI” "A ieri, sono 77 i medici morti in Italia. Solo in Piemonte, almeno 60 sono ricoverati in condizioni serie. Dei medici positivi al Covid-19 si è perso il conto, ma si stima che sia stato contagiato il 15% degli operatori. A fronte di questi dati, nella discussione al Senato sulla conversione del decreto legge Cura Italia (il dl n. 18 del 17 marzo), sono stati presentati alcuni emendamenti che prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria, in relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia da Covid-19 e in particolare “in caso di danni agli operatori". Gli emendamenti, con sfumature differenti in base al proponente, sostengono tutti lo stesso concetto: le condotte dei datori di lavoro non determinano responsabilità penale, civile ed erariale. I proponenti sono esponenti delle forze di governo e di opposizione. Dunque, nessuna colpa se i DPI non sono arrivati, se i tamponi non sono stati fatti, se respiratori e caschi non sono sufficienti, se la gravità dell'epidemia è stata sottostimata, se l'organizzazione è stata incapace, incerta, lenta e lacunosa. Nessuno potrà indagare: noi medici siamo definiti eroi, che devono lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta. Si piangono i pazienti, ma non si potrà verificare se i sanitari sono stati messi nella condizione di curarli con tutti gli strumenti possibili. E se sono stati tutelati o mandati ad ammalarsi nell'esercizio delle loro funzioni. Questi emendamenti sono crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che sta combattendo e lavorando a mani nude. Sono inaccettabili in uno stato di diritto. L'Ordine dei Medici di Torino, insieme alle maggiori organizzazioni sindacali dei medici, chiede che i proponenti li ritirino immediatamente, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le strutture sanitarie e le istituzioni che avevano la responsabilità e il dovere di tutelarci: tutto il paese è al nostro fianco. Ci ricorderemo di tutto."