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Coronavirus: l'appello del prefetto di Arezzo: "Situazione pericolosa, non uscite". Ancora tante multe

Anna Palombi, prefetto di Arezzo

Luca Serafini
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Comprensiva e severa. Il prefetto di Arezzo Anna Palombi, si rivolge agli aretini con il monito che ormai da un mese in Italia scandisce i giorni dell'emergenza Coronavirus: “State a casa”. E' un ritornello che molti non riescono proprio a imparare. Anche martedì 7 aprile le multe sono state 66 (su 1474 controllati) dopo l'impennata nel week end delle Palme e il record (83) di lunedì 6. Sette le persone denunciate. E 6 i titolari di attività sanzionati a fronte di 445 esercizi controllati. La quarantena è lunga e pesante. Ma necessaria. Come giudica l'atteggiamento della popolazione? “In generale coscienzioso. Ma non tutti sono ligi. Mentre la situazione è ancora molto pericolosa. Il numero delle sanzioni è in aumento, 83 lunedì, nonostante i continui appelli e il grande lavoro di controllo delle forze dell'ordine. Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che il contagio non si è ancora fermato, né in provincia né in città: ieri 5 positivi, di cui 3 ad Arezzo”. In giro ci sono segni di nervosismo. Gente che reagisce alle pattuglie. Cittadini l'uno contro l'altro. “Tutti siamo provati da questa situazione. Ma tutti siamo chiamati a tenere comportamenti responsabili. Chi si rende autore di certi gesti viene denunciato penalmente: non si transige. Le forze dell'ordine svolgono la loro funzione per il bene di tutti. Anche io esco dal mio ufficio solo per fare la spesa quando strettamente necessario. Ma in giro vedo troppe macchine. Le immagini dei droni del Comune e ciò che riferisce il sindaco Ghinelli, indicano situazioni non adeguate al rischio che tutti corriamo. Sì, molti ci chiamano per segnalare irregolarità”. E si va verso Pasqua con un clima primaverile. “Lo dico con il cuore: restiamo a casa. Quando ogni pomeriggio sento il capo della protezione civile pronunciare i numeri dei morti, centinaia, mi prende lo sconforto. La situazione brutta e ognuno dovrebbe riflettere di più su quelle cifre”. E' iniziata la distribuzione delle mascherine. “Anche su questo voglio dire: non è che le mascherine danno diritto ad andare in giro senza motivo. Servono solo ed esclusivamente per le situazioni di comprovata necessità. Per proteggerci reciprocamente”. L'economia è in sofferenza, che segnali le arrivano? “Perché l'economia riparta, forse anche già dal 13 aprile per qualche attività e con tutte le precauzioni, serve l'atteggiamento responsabile di tutti del non uscire per non consentire al virus di propagarsi. Intanto noi come Prefettura stiamo vagliando le 1825 istanze che ci sono arrivate da aziende che chiedono di rimanere aperte in base alle tabelle del decreto legge”. Elezioni verso il rinvio ad autunno. “Attendiamo la comunicazione ufficiale da Roma, ma è così. Al Comune di Arezzo andrà avanti l'attuale amministrazione fino alla nuova data, con i medesimi poteri di adesso”. Uno dopo l'altro saltano tutti i grandi eventi. Manifestazioni come il Saracino, il Palio dei Rioni. “E' un peccato, lo so. Eventi bellissimi, che esprimono l'identità di questa terra. Ma non è il momento”. Si vedono segnali di disagio sociale? “Ci sono. Al di là delle misure messe in campo dal governo centrale, Arezzo ha una spinta in più: il valore della solidarietà che vediamo anche in questi giorni. Dalla Caritas a tutte le associazioni, c'è una grande mobilitazione”. Il messaggio per Pasqua agli aretini? “So benissimo che tutti vorremmo trascorrere la Pasqua in modo diverso. Ma restiamo in casa, in famiglia. Dobbiamo azzerare i nuovi casi positivi: è l'obiettivo di tutti. Poi ci sarà tempo per passeggiate, incontri, viaggi. Torneremo gradualmente alla vita di prima”. Luca Serafini