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Arezzo, Coronavirus, Illuminati guarito rilancia: meno fisco e posti di lavoro nei frutteti

Francesco Illuminati

Luca Serafini
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“Questo sarebbe il momento migliore per tornare al lavoro nei campi, nei frutteti, negli orti. C'è tanta richiesta. Ma se il governo non allenta la pressione fiscale e le paghe degli addetti restano misere, sarà un bel problema. Difficoltà nel raccolto e prezzi alle stelle”. Francesco Illuminati è un fiume in piena. Il re della frutta, presidente del consorzio tra i cinque produttori top d'Italia, è pieno di energia e di idee. Guarito dal Coronavirus, beccato ad un congresso, parla del settore. Con passione e preoccupazione. “Serve una svolta. Il Cura Italia mi pare che non la contenga. Per stagionali e avventizi oggi la paga, a 36 ore settimanali, è di 800 euro perché il 45% se ne va in tasse. Defiscalizzare, ridurre il peso almeno del 25, 30%, porterebbe le paghe a 1.100 euro. Ben più appetibili. Invece assistiamo, anno dopo anno, ad una fuga da questo lavoro”. A luglio si comincia con le pesche, poi mele e pere. Il prossimo mese si diradano le piante. Mentre in questa fase siamo alla chiusura della campagna dello scorso anno. “Con l'emergenza Coronavirus abbiamo assistito a un innalzamento dei consumi e ad una richiesta forte della grande distribuzione. L'effetto è che vediamo certi prodotti col prezzo raddoppiato. Non i nostri, che abbiamo applicato il codice etico. Ma se non vengono attuati i correttivi opportuni, il rischio è che la prossima stagione i prezzi schizzino in alto: lievitano se c'è poca offerta. La mancanza di manodopera nella raccolta e nello stoccaggio può generare proprio questo”. Pagare di più chi mette le braccia a disposizione delle aziende agricole, delle orticole e della frutta. Questa la leva su cui agire, secondo il presidente di Illuminati Frutta, consorzio che produce 250 mila quintali di frutta (50 mila di pesche). “Il lavoro in campagna, all'aria aperta, è sicuro. Noi seguiamo tutti i protocolli previsti nel settore agroalimentare relativi alla pandemia. Guanti, mascherine, gel, distanze. Ma questo lavoro va reso appetibile. Anche per i nostri giovani. Il momento migliore per il ritorno alla terra sarebbe proprio questo. Basta volerlo”. Da luglio a novembre con una paga dignitosa sarebbe una bella prospettiva. Invece assistiamo ad una fuga anche degli stranieri. Dell'Est o africani. A luglio Illuminati attiva un numero verde per reclutare manodopera. Alle dipendenze ha 170 operai diretti e con gli stagionali e avventizi arriva a 370. Una potenza del settore. Nella Valdichiana aretina, a Pieve al Toppo, c'è una delle capitali nazionali dell'oro dolce: la frutta. “In Emilia Romagna sono organizzati diversamente, con una grande agenzia che veicola ogni anno dall'estero manodopera, provvedendo anche al loro alloggio. Da noi in Toscana questo modello non esiste. Se dovessimo avere mancanza di braccia, sarebbe un bel guaio. Proprio ora, con la forte richiesta di prodotto del mercato e la voglia di tutti di tornare alle cose salutari, alle nostre origini, alla terra”. Luca Serafini