Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, Coronavirus: negozi moda in crisi, nelle vendita on line bene t-shirt, felpe e sneakers

Paolo Mantovani (Confcommercio)

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Negozi di abbigliamento serrati da settimane, merci invendute, centinaia di addetti a casa. Ma dalle lacrime di oggi può nascere un domani forse migliore. Di sicuro diverso. Ne è convinto Paolo Mantovani, responsabile dei dettaglianti del settore per Confcommercio, membro della Camera Italiana Buyer della Moda. “La situazione è pesante, eppure la fase è propizia per rinnovare le singole attività”, dice Mantovani che guarda già alla riapertura anche se nessuno sa quando avverrà. “Marketing da aggiornare, servizi a domicilio, allestimenti e cura della clientela da rivedere, vendite on line. Sono questi i binari da percorrere”. Circa 700 negozi di abbigliamento, calzature, accessori e articoli sportivi in provincia di Arezzo per un giro d'affari di 350 milioni e circa 1.100 dipendenti. Di questo stiamo parlando. La sofferenza è diffusa. Pesante. “Ma guardiamo agli aspetti positivi”, invita Paolo Mantovani. “Intanto, una ripresa a maggio consente di poter collocare tutto l'estivo rimasto nei negozi, mentre per il primaverile più pesante si può pensare a particolari forme di promozione”. Il meteo, da parte sua, potrebbe anche dare una mano se il caldo dovesse farsi attendere. “Certamente l'impatto del lockdown è negativo con fatturati a marzo pressoché azzerati, come riportano le stime della nostra associazione a livello nazionale”, prosegue Mantovani. “Eppure deve animarci la certezza che il mondo ripartirà, anche se con forme nuove. Sta a noi compiere uno scatto di mentalità”. Il discorso, secondo Paolo Mantovani, è valido per i negozi fisici che potranno recuperare operatività, ma a maggior ragione occorre volgere lo sguardo sulla sconfinata piazza digitale. “Questa emergenza ha fatto avvicinare al web anche chi prima ne era distante e per l'e-commerce ci sono potenziali acquirenti nuovi”, osserva il commerciante di San Giovanni Valdarno, presidente dei dettaglianti moda di Confcommercio, molto attivo con la sua ditta nell'on-line. “In queste settimane gli acquisti attraverso internet ci sono stati eccome, con richieste dei clienti orientate soprattutto su t-shirt, felpe e sneakers, per un utilizzo easy legato al momento, quindi casual e comodo, non da cerimonia, improntato alla vita domestica e apparizioni pubbliche limitate a sporadiche uscite o videoconferenze.” A livello globale ci sono Paesi che non hanno mai smesso di comprare per via telematica. Nella piazza italiana, c'è un risveglio notevole, almeno come consultazione, che coinvolge non solo i giovani. Certamente ci sarà da fare i conti con il potere d'acquisto inferiore, ma la voglia di rifarsi il look tornerà. E' per questo che Paolo Mantovani vuol dare una scossa al settore. “C'è il fermo ma ora si può progettare la ripartenza, pensando agli assortimenti, alle consegne domiciliari e ad una efficace strategia di comunicazione sui social”. Luca Serafini