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Arezzo, bimba uccisa dal padre in cameretta con utensile da cucina: la follia, l'arma trovata, l'arresto

Luca Serafini
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Quel cantuccio della mansarda doveva sembrare alla bambina il posto più tranquillo del mondo. Invece la cameretta è diventata il suo patibolo. Uccisa a tre anni e 5 mesi dal babbo diventato all'improvviso una belva. Operaio di 39 anni, cassintegrato per la crisi Coronavirus, molto provato negli ultimi giorni, dice chi lo conosce. L'uomo ha trasformato la casa in un lago di sangue. Due coltellate alla gola e al mento, e per la bimba non c'è stato niente da fare. La mamma non ha potuto proteggere la creatura dalla furia cieca e finora inspiegabile del babbo: lei era fuori per la spesa. Avrebbe potuto difenderla o forse sarebbe crollata a terra anche lei. GUARDA LE FOTO L'uomo, originario del Bangladesh, per uccidere ha usato un roncolino da cucina che serve, pare, per la cucina etnica del suo Paese. Una lama di trenta centimetri con cui ha anche ferito il figlio più grande, 12 anni, che è riuscito a scappare giù per le scale e a trincerarsi nell'appartamento dei vicini. Mezzogiorno di orrore a Levane, sponda Bucine (Arezzo), tra condomini silenziosi, strade deserte e i cipressi di via Togliatti. Sequenze agghiaccianti. L'omicida, completamente nudo e fuori di sé, dopo aver desistito dal rincorrere il figlio, è stato visto correre verso il pozzo sul campo accanto. Si è lanciato per farla finita. Ma l'acqua sul fondo del buco profondo otto metri, lo ha salvato. Ha riportato ammaccature, non è grave. GUARDA IL VIDEO DEL LUOGO I vigili del fuoco lo hanno estratto e consegnato al 118. E' in arresto per omicidio all'ospedale della Gruccia: andrà in carcere. In ospedale anche il figlio, che ha perso sangue dal taglio alla testa e ha visto la morte in faccia. La moglie quando è rincasata è rimasta sconvolta. Ha 33 anni, è casalinga. La mansarda, abitata in affitto dalla famiglia, è in cima a una palazzina tranquilla dove a fianco abitano i datori di lavoro dell'operaio. Un ambiente semplice ma dignitoso. Cosa può essere successo? La ditta di pulitura metalli di Bucine per la quale il 39enne lavora è ferma come tutto il comparto orafo. L'uomo, che non ha precedenti, pare fosse stressato e preoccupato. L'inchiesta diretta dal pm Laura Taddei della procura di Arezzo dovrà chiarire tutto. Sembra anche che ultimamente avesse dovuto prendere medicinali. Su quel malessere di fondo forse è bastato un nonnulla, una bizza, un rumore o chissà cosa, che ha innescare la miccia della pazzia omicida costata la vita alla bimba, trucidata dal babbo nella cameretta che tra peluche e giochi riteneva l'angolo più bello del mondo. Luca Serafini