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Arezzo, bimba uccisa: interrogatorio in videoconferenza per il padre. Sindaco: aiutiamo la famiglia

L'omicida estratto dal pozzo dove si è gettato

Luca Serafini
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Figlia di tre anni e cinque mesi uccisa dal babbo con un utensile a forma di roncola in preda ad un raptus a Levane (Bucine). L'uomo, operaio cassintegrato, era disperato per il timore di perdere il lavoro a causa della crisi e negli ultimi giorni prima del delitto consumato in casa, stava male, secondo quanto raccolto dagli inquirenti tra amici, colleghi e ambito familiare. La mattina di martedì 21 aprile nella mansarda di via Togliatti a Levane (Bucine) si è scagliato sui figli, la piccola e il maschio dodicenne, senza un motivo. Poi si è gettato nel pozzo dal quale è stato estratto dai pompieri. Dopo le medicazioni in ospedale, è rinchiuso nel carcere di Sollicciano. L'udienza di convalida dell'arresto si svolgerà su Microsoft Teams, la piattaforma adottata dal Ministero della Giustizia per le urgenze in tempi di Coronavirus: le attività ordinarie dei tribunali sono sospese, per casi come questo si procede ma in massima sicurezza. L'uomo, 39 anni del Bangladesh, da mercoledì 22 aprile è in cella. Il padre omicida sarà collegato dal carcere di Sollicciano, tramite computer, con il giudice Fabio Lombardo, che gli porrà domande, con il pm Laura Taddei, e con l'avvocato Nicola Detti, che resteranno ad Arezzo. L'accesso alle carceri è interdetto e la regola del distanziamento sociale vige anche per i tribunali. La richiesta di convalida dell'arresto da parte del pm è prevista per oggi, poi il gip fisserà l'udienza. Il 39enne del Bangladesh, con l'interprete, già oggi si consulterà con il suo avvocato difensore. La sorte ha selezionato come avvocato d'ufficio Nicola Detti, noto per aver assistito come parte civile il marito e il figlio di Guerrina Piscaglia nel processo a Gratien Alabi, condannato a 25 anni per omicidio e distruzione di cadavere. In questa vicenda, se confermato nel ruolo dal bengalese, Detti dovrà difendere un uomo accusato di omicidio e tentato omicidio aggravati. Il pm Laura Taddei sta mettendo insieme il materiale raccolto dai carabinieri valdarnesi guidati dal capitano Andrea Barbieri, che martedì sono corsi in via Togliatti a Levane. C'era una bimba uccisa, un ragazzino ferito, un uomo nudo e fuori di sè in fondo ad un pozzo. E una madre, tornata dalla spesa, davanti allo scempio. Intanto a Levane c'è da prendersi cura della moglie del bengalese e del figlio sopravvissuto alla furia omicida. “Non conoscevamo questa famiglia, non era seguita dai servizi sociali. Ma ora ci siamo attivati con i nostri uffici per dare supporto psicologico e materiale a questa donna e al figlio rimasti soli”. Nicola Benini è il sindaco di Bucine, comune valdarnese scosso in queste settimane dai dieci morti per Covid-19 nella Rsa. Ora la tragedia familiare, a Levane, sponda bucinese. “Siamo sgomenti per quello che è successo, non ne conosciamo le cause; l'uomo è descritto come pacato”, si interroga Benini. Ieri sera alcuni in paese hanno acceso candele sul davanzale della finestra di casa per la bimba, martire della follia.