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Arezzo, Coronavirus: multe per 800 mila euro, a chi vanno i soldi e quando si paga

Luca Serafini
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La cifra sale di giorno in giorno e di questo passo arriveremo ad un milione di euro. Multe. Soldi bruciati dagli aretini trovati fuori di casa senza motivo valido. Sanzioni ricevute per aver trasgredito ai divieti imposti da decreti e ordinanze per il contenimento del Coronavirus. A ieri ammontava già a 800 mila euro la somma corrispondente alle sanzioni amministrative elevate ad Arezzo e in provincia dall'inizio dell'emergenza. Sono 2.030 gli aretini colti in fallo dalle forze dell'ordine. Un numero che si ottiene sommando alle 695 denunce delle prime settimane (poi depenalizzate) i verbali elevati dal 25 marzo in poi. Al primo gruppo verranno notificati bollettini da 200 euro. Mentre per tutti gli altri valgono le ormai celebri multe da 400 euro, se trovati a piedi lontano da casa senza motivi di lavoro, salute o necessità, e 533 euro se a bordo di un veicolo (bicicletta, motorino, auto o altro). Nei negozi pizzicati non in regola solo in 31. Tra i multati c'è chi già si è affrettato a pagare, ma in realtà tutta questa fretta non ci sarebbe. La Guardia di Finanza di Arezzo, sentita sul punto, spiega infatti che i termini sono sospesi fino al 15 maggio, sia per i pagamenti che per gli eventuali ricorsi per contestare la sanzione. E partono sempre dal 15 maggio i trenta giorni entro i quali si può chiudere la questione con lo sconto del 30 per cento, che abbatte le cifre a 280 euro e 373.33 per pedoni o per cittadini beccati sui veicolo. Stando a quanto emerge dalle forze dell'ordine impegnate nei controlli, il rapporto tra l'una e l'altra categoria è questo: 40 per cento di multati a piedi e il 60 su auto, bici, motocicli e altro. Ma questi soldi a chi vanno? All'80 per cento li incassa lo Stato, un 15 per cento la Regione il restante 5 i Comuni. Dipende da quale norma è stata infranta, se il decreto del presidente del consiglio dei ministri, o provvedimenti e ordinanze emessi successivamente da Regione Toscana e Comuni. E ce ne sono stati, via via, per disciplinare certi movimenti sul territorio (come quelli verso orti e oliveti) oppure riferiti all'utilizzo di mascherine nei luoghi pubblici. Rispetto ad un imponibile che alla fine della quarantena si aggirerà sul milione di euro, l'incasso reale potrebbe essere quindi inferiore per effetto degli sconti. Ma ci saranno anche molti che impugneranno i verbali per contestarli. E non mancheranno i morosi, che rischiano ingiunzioni più salate. Dall'11 marzo sono state 46 mila le persone controllate dalle pattuglie nell'Aretino. Nella giornata di mercoledì, 45 i multati. E si continua. Luca Serafini