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Arezzo, figlia uccisa durante i cartoni in tv: reato da ergastolo, abbreviato impraticabile. Verso perizia

Gli inquirenti fuori dalla casa di Levane

Luca Serafini
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Ha ucciso la figlioletta, presa tradimento mentre in tv c'erano i cartoni animati. E voleva uccidere anche l'altro figlio. E' un reato da ergastolo - omicidio aggravato e tentato omicidio - e per il cittadino del Bangladesh arrestato a Levane (Bucine) il 21 aprile non sarà applicabile il giudizio abbreviato, che concede lo sconto. Mentre è scontata una perizia psichiatrica sulle sue facoltà di mente. Sì, il televisore nella mansarda di via Togliatti era sintonizzato sul canale Boing e i due bambini stavano guardando sereni i cartoni. All'improvviso il babbo è impazzito, ha aperto il cassetto, e con il grosso coltello a forma di roncola, gli è saltato addosso. Il bengalese arrestato per l'omicidio della figlia di tre anni e cinque mesi e per il tentato omicidio dell'altro figlio dodicenne, secondo il gip di Arezzo, Fabio Lombardo è un soggetto al momento ancora pericoloso: può uccidere di nuovo e tentare il suicidio, come ha fatto gettandosi nel pozzo sotto casa, e poi anche in carcere. Quando i medici della Psichiatria lo riterranno opportuno, l'operaio 39enne deve tornare in cella a Sollicciano. Nell'ordinanza del gip si legge che è un uomo da tenere rinchiuso perché potenzialmente ad “alto rischio” per gli altri e per se stesso. Appare in condizione di non percepire la realtà circostante e non ha piena coscienza di quanto ha commesso. Un delitto da ergastolo, di quelli per i quali la giustizia non consente più la “scorciatoia” del rito abbreviato, che riduce la pena in cambio di un processo rapido. Si va dritti in Corte d'Assise e si rischia il massimo della pena. A meno che il genitore omicida non venga riconosciuto incapace di intendere e di volere. Questo dovranno stabilirlo gli esperti. Il ricorso ad una perizia psichiatrica sembra un passaggio scontato, per cercare di capire l'atrocità. Arrivato da Palermo a Levane a settembre 2019, preoccupato per la cassa integrazione scattata per la crisi Coronavirus anche nella ditta di pulimentatura metalli dove lavorava, il 39enne potrebbe soffrire di una grave patologia. Che forse si era manifestata con i forti mal di testa degli ultimi tempi. Tanto che per due volte furono contattati i sanitari, medico e pronto soccorso, senza una visita. La situazione non appariva così seria. Per approfondire leggi anche: Il babbo omicida stava male ma non fu visitato dai medici Invece alle 12 di martedì 21 aprile è esploso il raptus. Mentre la moglie era fuori a far spesa, l'operaio si è avventato sui fratellini. E per la bimba non c'è stato scampo. La salma è ancora alle Scotte di Siena, perché l'autopsia che risultava essere stata eseguita venerdì, è slittata ancora a lunedì. Fatale per la piccina il fendente al collo. Ha una manina ferita: ha tentato di difendersi. Quello apparso in videoconferenza al giudice Lombardo, all'avvocato difensore Nicola Detti e al pm Laura Taddei è un uomo in preda a “dissociazione” e fuori dalla realtà. Si conta in un miglioramento, per poterlo interrogare nei prossimi giorni. Nel tentativo di capire perché si è scagliato con cieca violenza sui figli che guardavano i cartoni in tv. Luca Serafini