Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Fase 2, i consigli della psicoterapeuta Elisa Marcheselli: "Riprendete contatti con gli abiti da lavoro"

Elisa Marcheselli

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Sembra facile, ma per certi versi non lo sarà. Manca una settimana al 4 di maggio e la voglia di tornare fuori senza più la giustificazione cozza con quelle che saranno le preoccupazioni di riprendere una vita quasi normale. A darci una mano in questo percorso, c'è la psicoterapeuta Elisa Marcheselli presidente dell'Associazione Era, che già collabora con il Comune di Arezzo in aiuto a quelle persone che durante la quarantena hanno perso il posto di lavoro e si sono ritrovare a dovere chiedere. Dai buoni pasto ai pacchi alimentari. “Andremo incontro a due fasi - spiega Marcheselli - la prima, che ci portiamo dietro dalla fase 1 sarà la gestione economica. Il dovere ricominciare e soprattutto fare i conti con una realtà che per molti è totalmente cambiata”. “Poi ci sarà da affrontare la gestione dei figli, perché come tutti sappiamo, se riaprono le aziende, le scuole ancora restano chiuse. Con la possibilità che l'anno scolastico non venga più ripreso”. Prima però c'è da affrontare un altro aspetto che è quello del “varcare la porta”. Sarà una passeggita, oppure ci “girerà la testa”? “In psicologia ci sono tanti studi che indagano proprio sul fattore resistenza. Mi spiego: sono contento di tornare là fuori, ma in qualche modo il mio cervello potrebbe mettere in atto una forma di resistenza. Che cosa troverò una volta uscito?”. Da cosa dipende la resistenza? “Dal fatto che in questi mesi sono rimasto in un ambiente protetto, la casa, dove alla fine non mi poteva succedere niente. Ora però affronto di nuovo l' esterno”. Come ci si prepara al 4 di maggio, concretamente? “Prima di tutto ricominciando a sentirsi in ordine. Le donne riprendano confidenza con il trucco e con il proprio look. Gli uomini ricomincino a farsi la barba. Del resto siamo entrati in quarantena con l'armadio pieno di vestiti invernali e usciamo con i vestiti primaverili”. Esistono dei piccoli esercizi da fare a casa per abituarci al post 4 maggio? “Sì, ci sono. Innanzi tutto ricominciare a prendere dall'armadio gli indumenti da lavoro. Provare il capo. Mettersi le scarpe e, ripeto, per le donne ricominciare a truccarsi e per gli uomini darsi una sistemata a barba e capelli. Questo aiuta a rimetterci in contatto con quella che era la nostra realtà prima del Coronavirus”. INTERVISTA COMPLETA SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA IL 27 APRILE E ON LINE