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Arezzo, crisi dei bar: il tramonto del Caffè Magi. Respinta offerta dei cinesi, attività in vendita

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L'esterno e una foto del passato: gli amaranto al bar

Luca Serafini
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Mario Magi ha resistito all'assalto dei cinesi che volevano trasformare il Caffè in un disco pub con le slot-machine. Ma lo storico bar di via Vittorio Veneto è in liquidazione. E l'attività in vendita. “Era ottobre e con i cinesi non se ne fece nulla, avrebbero stravolto il locale”, conferma Magi. “Poi abbiamo intavolato una trattativa con operatori italiani e ad inizio marzo stavamo per stringere, ma è saltato tutto per la tempesta Coronavirus”. Ora il settore dei pubblici esercizi è una china dura da risalire per tutti, tra lockdown e ripartenza lontana quanto complicata. Figuriamoci per un signore di 82 anni, pur dinamico e innamorato del suo lavoro come Mario Magi. Dal 1955 ha addolcito il palato a generazioni di aretini e ha servito con il catering Papa Giovanni Paolo II, il presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Roberto Benigni ai tempi del film “La vita è bella” e altri big. Il momento di lasciare è quasi arrivato. “I cinesi erano interessati e avrebbero pagato anche bene” conferma “ma non me la sono sentita di far sì che il Caffè venisse stravolto”. Però l'attività è sul mercato, la vecchia società in liquidazione. “La nostra pasticceria la prossima settimana sarà a disposizione per l'asporto in occasione della festa della mamma, con un'iniziativa speciale legata ai cioccolatini”, annuncia Magi. Bagliori fnali di una grande storia. La carta d'identità comincia a farsi sentire. Superati gli ottanta, anche i più determinati devono decelerare. Così Magi ha cominciato a guardarsi in giro, disponibile a valutare offerte. Il locale è uno dei più longevi della città. “Iniziò mio fratello Alfredo con una latteria”, ricorda Mario. “Mi affiancai a lui nel 1955, via Oberdan e via Crispi, poi nel 1977 è iniziata l'avventura in via Vittorio Veneto”. Dagli anni del boom economico ad oggi una lunga cavalcata, milioni di tazzine di espresso e vassoi di paste dal sapore inconfondibile. Con l'attività di catering che nei momenti d'oro ha portato Magi a griffare pasti per ospiti d'onore giunti in città. Il locale, nel cuore di Saione, ha mantenuto stile, fascino e aroma, convivendo con le dinamiche nuove di un quartiere multietnico. In città in questi giorni c'è chi si era prefigurato una resa incondizionata del Caffè Magi, conquistato dai cinesi come a Monopoli. Invece no. Anche se il momento è difficile, con esercizi pubblici e ristorazione in ginocchio, l'82enne Mario Magi resiste tenacemente. Il rischio che la saracinesca resti giù è reale. Davanti c'è il fine settimana al sapore di cioccolato (“mio nipote è bravissimo nella pasticceria”) ma anche l'ineluttabile capolinea con la cessione. “Rispetto a pochi mesi fa”, osserva Mario Magi, “è cambiato tutto: le condizioni economiche sono più vantaggiose”. Luca Serafini