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Arezzo, Coronavirus: controlli nelle aziende e sanzioni. Cosa si rischia. Fase 1 con 900 mila euro di multe

Luca Serafini
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L'obiettivo dei controlli ora si è spostato. Con l'inizio della fase 2, massima attenzione ai luoghi di lavoro per verificare l'adozione delle misure di sicurezza anti contagio. Strade, piazze e parchi di Arezzo e provincia restano sotto osservazione per impedire spostamenti non consentiti e assembramenti rischiosi, ma con il ritorno al lavoro di circa 50 mila aretini, entrano nel vivo gli accertamenti su fabbriche, cantieri, uffici e quegli esercizi dove è ripresa l'attività. Ad operare sono le forze dell'ordine, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, la Polizia Municipale dei comuni e la Polizia Provinciale, ma anche i Vigili del fuoco e l'Ispettorato del lavoro. Il controllo verte sul distanziamento tra i lavoratori, sulla dotazione di dispositivi di protezione personale, sull'introduzione di gel igienizzanti e sulla sanificazione. Tutte quelle misure messe a punto a seconda della categoria produttiva e sulle quali ogni imprenditore dichiara di attenersi. Ma cosa succede se invece emergono deficit, come l'assenza di mascherine, la dislocazione disordinata dei dipendenti e altro? Scatta la sanzione amministrativa da 400 euro a tremila, la stessa che ha colpito durante la fase 1 automobilisti, pedoni e chiunque abbia infranto le disposizioni dei Dpcm che si sono susseguiti. I datori di lavoro rischiano anche di finire nel penale, in caso di violazioni al testo unico sulla sicurezza. E se la situazione venisse ritenuta particolarmente scadente, l'agente che effettua il controllo può anche disporre seduta stante la chiusura dell'attività fino ad un massimo di cinque giorni. I primi accertamenti sono iniziati, ma ancora non si hanno cifre. Mentre invece il dato definitivo della fase 1, conclusa il 4 maggio, è cristallizzato. E parla di 2.264 aretini multati dalle pattuglie, più 40 titolari di esercizi pubblici e attività colti in fallo. Nella prima categoria di trasgressori, il 40 per cento sono persone trovate a circolare a piedi senza motivi di lavoro, salute e necessità. Il 60% erano su auto o altri veicoli. In base alle rispettive sanzioni (400 euro o 533) si arriva ad un importo complessivo nell'Aretino che supera i 900 mila euro. Soldi che vanno quasi esclusivamente allo Stato, in percentuale ridotta alla Regione e ai Comuni se si è trasgredito a ordinanze regionali o municipali. E' bene ricordare che il 15 maggio scattano i termini per il pagamento e per impugnare il verbale e fare ricorso. Chi paga entro trenta giorni ha diritto allo sconto del trenta per cento dell'importo. Luca Serafini