Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, donna vendeva su internet oggetti sacri e d'antiquariato rubati nelle case

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Oggetti d'arte, pezzi di antiquariato e oggetti sacri rubati nelle case del Casentino venivano venduti su internet da una donna. E' stata smascherata dai carabinieri della compagnia di Bibbiena, con la collaborazione del Comando Tutela Patrimonio Culturale Nucleo di Firenze. L'indagine è partita dai furti in due località isolate del comune di Pratovecchio Stia: “topi” d'appartamento avevano visitato tre case dirigendo il loro interesse su numerosi oggetti d'antiquariato custoditi dai proprietari. I furti, avvenuti tra il 7 e il 14 marzo, hanno indotto gli investigatori che fossero della stessa mano, per la tipologia della refurtiva. I carabinieri dell'Aliquota Operativa insieme ai colleghi della Stazione di Pratovecchio Stia, hanno “setacciato” vecchie conoscenze dell'Arma coinvolgendo il reparto specializzato dell'Arma dei Carabinieri, il Comando Tutela Patrimonio Culturale che in Toscana ha la sua sede a Firenze, nella splendida e significativa cornice di Palazzo Pitti, dalla quale i detective dell'arte supportano i reparti territoriali di tutta la regione. I Carabinieri della Compagnia di Bibbiena, estendendo le indagini in rete, si sono poi imbattuti su Facebook, nel profilo di una donna che vendeva diversi oggetti d'antiquariato e variamente “d'arte” sul proprio marketplace. All'interno della specifica sezione di compravendita del social network, sono stati riconosciuti alcuni oggetti d'antiquariato denunciati come rubati in uno dei furti casentinesi. L'attività investigativa dell'Arma ha consentito, in breve tempo, di attribuire quel vanity name su Facebook ad una persona fisica. Si tratta, di fatto, di una donna italiana di Firenze che già nel passato era stata coinvolta in indagini specifiche. La Procura della Repubblica di Firenze delegava quindi ai Carabinieri di Bibbiena una perquisizione a casa della donna, nel corso della quale, oltre a parte della refurtiva che si stava ricercando, sono stati rinvenuti numerosi oggetti di antiquariato, opere pittoriche, oggetti sacri e libri. Con i colleghi del Comando Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Firenze è stata operata una stima complessiva dei reperti, che si aggira intorno ai 5000 euro.   Numerosi i paramenti sacri, tra cui dalmatiche da diacono e stole recanti timbri di ordini religiosi/diocesi, in relazione ai quali sono in corso accertamenti specifici. Allo stesso modo vasi sacri tra cui patene e calici, tovaglie d'altare, coprileggii di buona fattura, veli da tabernacolo. Tra i testi uno spartito di musica sacra per organo del 1800, una vita di Gesù Cristo e Santi del teologo spagnolo vissuto tra il 1500 e il 1660, Alonso Villegas Selvago di Toledo, un volume su Santa Maria Maddalena dei Pazzi di fine 1600 e una collana completa del noto librettista, drammaturgo e presbitero italiano Pietro Metastasio, realizzata nei primi anni del 1800. Sono stati inoltre rinvenuti quattro pregevoli raffigurazioni di scorci di Parigi, a firma del noto pittore e paesaggista crepuscolare italiano Michele Michel Cascella, autore di una copiosa opera grafica, comprendente litografie, cromolitografie, serigrafie e acqueforti.