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Bambina uccisa dal babbo, interrogatorio e perizia psichiatrica sull'uomo

Il pozzo dove l'omicida si gettò

Luca Serafini
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Bambina uccisa dal babbo in casa: un mese dopo la tragedia di Levane si svolge venerdì 22 maggio l'interrogatorio di garanzia. Il padre omicida infierì sulla piccola, tre anni e cinque mesi, il 21 aprile scorso con una lama e tentò di uccidere anche il figlio maschio, più grande. Poi l'uomo, 39 anni, originario del Bangladesh, operaio in cassa integrazione per la crisi Coronavirus, si gettò nel pozzo, venne ripescato dai vigili del fuoco e arrestato dai carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno. Una terribile follia, senza spiegazioni. Il bengalese da alcuni giorni non si sentiva bene, accusava forti mal di testa, erano stati contattati i sanitari. Erano i giorni della quarantena più stretta, non ci fu una visita approfondita. Secondo alcuni connazionali era molto preoccupato per il futuro, temeva di perdere il lavoro. La violenza esplose mentre la moglie dell'uomo era fuori per la spesa. I fratellini stavano guardando i cartoni animati in tv, quando il 39enne li assalì con ferocia. La piccola non ebbe scampo. Il maschio riuscì a scappare. Quindi l'uomo, nudo, uscì di casa e si buttò nel pozzo con l'arma: un coltello dalla lunga lama a forma di roncola usato per la preparazione di cibi bengalesi. Una volta condotto in carcere, il padre omicida ha avuto comportamenti tali da richiedere il ricovero in Psichiatria, all'ospedale delle Oblate di Firenze dove si trova tuttora. Dava segni di squilibrio e mostrava volontà autolesionistiche, oltre alla non percezione della realtà: pensava che la figlia fosse viva. Dopo l'omicidio non fu possibile tenere l'interrogatorio da parte del gip Fabio Lombardo proprio per le sue condizioni. Ora, a distanza di settimane, si riprova, sempre con le modalità dell'audizione in videoconferenza in collegamento tra tribunale di Arezzo e ospedale. L'uomo è difeso dall'avvocato Nicola Detti. Potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Nel mese di giugno si terrà l'udienza per affidare, con incidente probatorio richiesto dal pm Laura Taddei, la perizia psichiatrica sulle capacità di intendere e di volere del bengalese. L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato e tentato omicidio: rischia l'ergastolo perché il rito abbreviato non è più praticabile per la gravità del reato contestato. Luca Serafini