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Martina, danni alla tomba. Il babbo: "L'importante è la verità sulla sua morte"

Martina Rossi

Luca Serafini
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L'episodio è di fine novembre ma soltanto ora è stato reso noto. Ignoti hanno danneggiato la tomba (vuota) di Martina Rossi, la ventenne ligure morta nella vacanza di Palma di Maiorca in circostanze misteriose, cadendo dal quarto piano di un hotel: l'inchiesta ancora aperta presso la Procura di Arezzo vede indagati due giovani aretini ritenuti responsabili della caduta in conseguenza di un tentativo di stupro. Ignoti, ladri o vandali, hanno rovinato il sepolcro dove in questo momento non ci sono le spoglie della ragazza morta nell'agosto 2011: è ancora a disposizione della magistratura, presso l'Istituto di Medicina Legale di Pisa dove è stata effettuata una complessa autopsia. Gli ignoti autori del gesto nel piccolo cimitero di Castelbecchio (Imperia) avrebbero rimosso le maniglie di ottone. Il fatto è stato denunciato e segnalato anche alla Procura di Arezzo. Ma non vi è alcuna connessione con l'inchiesta in corso per accertare eventuali responsabilità nella fine della ragazza. I genitori di Martina, assistiti dall'avvocato Luca Fanfani, mantengono fiducia nell'inchiesta e sminuiscono l'episodio del danneggiamento. "Confidiamo che nel 2015 si arrivi finalmente alla verità, sulla base di quanto è già noto e dei nuovi accertamenti". Secondo il Babbo Bruno non ci si può arrendere davanti ad una ricostruzione, a suo dire irreale, del suicidio. "Stava bene e non aveva problemi". Accusati di omicidio colposo, omissione di soccorso e tentata violenza sessuale, i due ventenni aretini difesi dagli avvocati Roberto Piccolo e Stefano Buricchi negano con decisione.