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Arezzo, il rombo delle moto per Thomas e il saluto al portone del Velvet. "Lo riapriremo"

Luca Serafini
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Gli amici di Thomas hanno scelto il rito che lui avrebbe gradito. Con le moto. Sotto il sole beffardo di maggio, il ruggito del corteo sembra un lamento che graffia il silenzio di Castiglion Fiorentino. Poi la fila di centauri vestiti di scuro si ferma davanti al Velvet Underground, il locale e la vita di Thomas Lorenzetti, morto a 39 anni, sabato scorso, a cavallo di un sogno su due ruote. Andava al mare con gli amici. Tra loro Gianfrancesco Gamurrini, vice sindaco di Arezzo, che nel giorno dell'addio a Thomas è qui a piangere l'amico dopo aver tentato disperatamente di rianimarlo nella maledetta curva della provinciale 73 a Chiusdino (Siena) dove Lorenzetti è volato via dall'Aprilia nell'impatto con l'auto che veniva dall'opposta direzione. Babbo Sergio alza al cielo il casco del figlio e si appoggia al portone del Velvet come in un abbraccio. "A ottobre va riaperto", dice prendendo un solenne impegno. Lui e la fidanzata di Thomas, Federica, ieri pomeriggio hanno aperto il corteo di commiato in moto, con forza e fierezza. Nella camera ardente lo stemma del Velvet è appeso al feretro chiaro. E poi fiori bianchi, uno strumento musicale etnico, il casco dell'ultimo viaggio con una rosa all'interno. C'è anche lo stendardo di Porta Fiorentina e i rionali gli portano un giglio, simbolo dell'appartenenza arancioverde. Per tutto il giorno in tanti sfilano davanti a Thomas. La comunità si è stretta intorno ai genitori Sergio e Mirella, alla sorella Xenia, a Federica, ai parenti. Commozione, solidarietà. Oggi, martedì 26 maggio, il momento tutto privato del distacco e la cremazione. Restano il vuoto, l'amarezza, e un sorriso che accompagnerà il cammino di tanti. Luca Serafini