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Guerrina, Padre Graziano non risponde al pm

Luca Serafini
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Neanche dieci minuti dura l'incontro tra padre Gratien Alabi (padre Graziano) e il pm Marco Dioni. Stretta di mano, silenzio, gelo. Il sacerdote indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia si è avvalso della facoltà di non rispondere, come era noto. Guarda foto All'arrivo a palazzo di giustizia lo attende una folla di giornalisti, cameramen e fotografi. Clima un po' teso. All'uscita il prete congolese si esprime così ai microfoni: "Non posso dire niente. Se non rispondo al magistrato, non posso rispondere neanche a voi". Gli chiedono un appello per la parrocchiana scomparsa, risponde l'avvocato Fanfani:"Padre Graziano auspica che Guerrina sia viva e in buona salute". Sulla scelta difensiva di non parlare: "Se l'intenzione della procura è di cristalizzare come prove le dichiarazioni di Padre Graziano, non possiamo accettare. Ha già parlato per quasi dieci ore e non gli hanno creduto". E sulla posizione di padre Graziano: "Non è accusato di essere neppure un comprimario del reato, solo un favoreggiatore". Da domani, mercoledì 21 gennaio, si vagliano i computer del sacerdote dopo che non sono riemersi gli sms dal telefonino con cui smessaggiava con Guerrina. Altri passaggi da compiere dell'inchiesta: l'audizione dell'arcivescovo Fontana e di padre Faustino (ora in Congo) sui racconti che fece loro padre Graziano riferendosi ad un fantomatico zio Francesco che aveva con sé Guerrina dopo la sparizione. Per la procura una figura inventata.