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Arezzo, da Rimini allo Spino per corse clandestine con auto e moto: tre denunciati

Luca Serafini
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Da Rimini alla provincia di Arezzo per fare corse clandestine sulle curve del Passo dello Spino. Tre persone rinviate a giudizio al termine di una lunga e complessa indagine dei Carabinieri Forestali. Con un'auto e le motociclette avrebbero dato vita a sfide illegali nella strada che collega Pieve Santo Stefano e Chiusi della Verna. A supporto dell'operazione, non a caso denominata "Fast and furious" dal titolo del celebre film, ci sono sequenze filmate attraverso 6 postazioni installate dagli inquirenti. L'attività risale al 2018 in due distinte date, ad agosto e settembre, quando i tre si sarebbero affrontati nella competizione qualificata dal pm Angela Masiello come gara in velocità su strada, articolo 9 ter del codice della strada, che in caso di condanna può determinare una pena da sei mesi ad un anno di arresto e una multa fino a ventimila euro. A svolgere le indagini, primo caso in provincia di Arezzo, sono stati gli uomini guidati dal comandante Claudio D'Amico. I tre, fra i venti e i trent'anni, romagnoli al termine delle prove si ritrovavano per commentare. Ci sarebbero anche documenti pubblicati sui social relativi all'attività. Il veicolo e le moto sono sotto sequestro. Sarebbero stati modificati per essere più performanti. Si tratta di un'auto Toyota GT86, una moro Honda CBR 1000 e una moto Suzuki DR 400. Tutto è iniziato nell'ambito dei controlli "Defend Life" per il rispetto delle regole e la sicurezza. Quell'anno ci furono alcuni decessi in incidenti di moto. Venivano sanzionate irregolarità nei mezzi, nelle condotte di guida: velocità e sorpassi pericoloso. Furono notati i tre, quindi controllati in modo stringente d'intesa con la procura. Passione e adrenalina sarebbero sconfinati nella pratica di vere corse. Gli elementi raccolti, riprese in continuo con dieci telecamere, perquisizioni e altro materiale hanno convinto la procura a citare a giudizio i tre. Luca Serafini