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Sesso con padre Graziano. La nomade: "Ero innamorata di lui"

Luca Serafini
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"Mi piaceva. Ora no. Ero innamorata e anche gelosa. Ho fatto sesso con padre Graziano un solo giorno, due volte, a fine dicembre a casa sua". Ascoltata in tribunale per quasi due ore, la giovane nomade rumena, di Perugia, ha confermato la frequentazione con Gratien Alabi, indagato per favoreggiamento del sequestro o omicidio di Guerrina Piscaglia.  Guarda le foto Diversa dalle dichiarazioni rese ai carabinieri, la testimonianza dinanzi al giudice Piergiorgio Ponticelli. Dalla sua deposizione non emerge infatti che padre Graziano abbia "comprato" il suo corpo, piuttosto si sarebbe trattato di una volontà condivisa. Anche se il sacerdote nega del tutto. Bereta, la nomade, non ha confermato di aver avuto altri incontri sessuali con il sacerdote: solo quello di fine dicembre, con due rapporti. Avrebbe preso i soldi che il sacerdote gli dava, in tutto 200 euro, come doni, aiuti economici slegati da un interessa carnale. Padre Graziano, che si è presentato a sorpresa all'incidente probatorio, ha ascoltato, scrollato la testa, salutato i giornalisti, sempre a fianco dell'avvocato Luca Fanfani. C'era anche l'avvocato di Mirco, il marito di Guerrina, Francesca Faggiotto. All'uscita, Fanfani ha ritenuto inutilizzabile lì'incidente probatorio perché incentrato su condotte morali e private della persona, senza attinenza con i fatti oggetto del procedimento, ovvero la scomparsa della Piscaglia. Ha anche sottolineato come Gratien sia indagato per favoreggiamento e non per la commissione di sequestro o omicidio: qualora dovesse essere modificata l'imputazione l'incidente probatorio perderebbe di efficacia.