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Intasca i soldi del Cup per giocarli. "Era malato": pena soft

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Luca Serafini
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Tratteneva per sé i soldi del Cup di Camucia per poi giocarli o per ripianare le perdite al gioco. Impiegato scoperto e condannato ad un anno e cinque mesi (con i benefici). L'ammanco prodotto dall'impiegato infedele ammontava a 16mila euro che poi, una volta scoperto, ha restituito all'Asl 8. Il cinquantenne non è dipendente dell'azienda sanitaria ma di una cooperativa che era incaricata di svolgere il servizio riscossione ticket. Nel processo celebrato davanti al tribunale (reato il peculato) la difesa ha puntato molto sul fatto che l'uomo era affetto da "gap" la sindrome del giocatore d'azzardo patologico. Non era in grado di autodeterminarsi perché in balìa del gioco. Macchinette e lotterie istantanee. Articolo sul Corriere in edicola, edizione 11 febbraio