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Frode dell'argento. Intercettati al telefono. "Si va a champagne?"

Luca Serafini
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Udienza di convalida per i quattro fermati per la maxi frode e truffa con l'argento. E' in programma per oggi, venerdì 13 febbraio. Per Rocco Maurizio Tana, Luigi Marco Ceccanti ed Enrico Romani si svolge in carcere, per Francesco Romani, che martedì sera ha deciso di rispondere alle domande del pm Marco Dioni e ora si trova ai domiciliari, si svolge in tribunale. Probabilmente anche i tre collaboreranno. Sono difesi dagli avvocati Francesco e Francesca Molino, il Tana è assistito anche dall'avvocato Nicola Detti. Dalle carte delle indagini spunta una intercettazione nella quale viene captato il colloquio tra due di essi, ritenuto "suggestivo" dagli inquirenti, sintomatico degli affari che gestivano, ovvero l'evasione all'Iva con l'argento e altri metalli. Era la fine di dicembre quando a Roma si discuteva della depenalizzazione di alcuni reati, tra i quali quelli fiscali. ' Tana dice ad Enrico Romani di tenersi pronto perché ha una notiziona da dargli.  “Falsa fatturazione, omesso versamento Iva, falso in bilancio, truffa, bancarotta... non sono più punibili”. L'altro fa esclamazioni di soddisfazione: “Mamma mia!”. E Tana: “Si va a champagne?”. Le risate finali, al termine della telefonata, secondo gli inquirenti, sarebbero da mettere in correlazione con il meccanismo di frode carosello che veniva perpetrato e consentiva agli autori di fare guadagni illeciti elevatissimi. Otto i milioni di euro, secondo la Procura, evasi da gennaio a dicembre 2014 con il trucchetto dei grani di argento acquistati senza Iva col “reverse charge”, trasformati in verghe e poi reimmessi in circolo con l'Iva (ma a prezzi vantaggiosi).  Articolo sul Corriere in edicola, edizione 13 febbraio