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Operaio nasconde oro in bocca: perde posto di lavoro e sfida con azienda

Luca Serafini
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Accusato di rubare l'oro dell'azienda grammo dopo grammo nascondendo il metallo in bocca, operaio aretino perde il posto di lavoro e la causa intentata ai titolari. Lunga e complessa vicenda conclusa con una sentenza del giudice del lavoro di Arezzo dottor Pucci. L'uomo, un cinquantenne, era stato fermato all'uscita della fabbrica, in via del Gavardello, dopo che il metal detector indicava metallo in bocca. Era stato anche ripreso con le telecamere mentre, in bagno, metteva le mani in bocca. La convinzione era che usasse una protesi come nascondiglio dell'oro. Il dipendente si rifiutò di farsi perquisire e messo dall'azienda alle strette, rassegnò la dimissioni per evitare l'intervento dei carabinieri. Il lavoratore ha impugnato quelle dimissioni denunciando i titolari per estorsione (ma sono stati assolti) e ha chiesto al giudice del lavoro di annullare l'atto. Richiedeva il posto di lavoro e una grossa cifra per gli stipendi non riscossi per anni, oltre i danni. Il ricorso è stato respinto. L'azienda era rappresentata dagli avvocati Osvaldo Fratini e Filippo Alberti. Mai dimostrato che fossero opera del lavoratore gli ammanchi in ditta per chili di oro. ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA E ON LINE DEL 2 APRILE