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Guerrina, marito e avvocato: "Gratien in un Paese lontano? Se lo fa ha paura"

Luca Serafini
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Nel caso della scomparsa di Guerrina Piscaglia potrebbe giungere già questa settimana la decisione del gip Piergiorgio Ponticelli sulla richiesta di una misura cautelare forte (arresti domiciliari o il carcere) nei confronti di padre Graziano. Il divieto di espatrio perde di efficacia alla mezzanotte del 24 aprile e un secondo dopo il 45enne sacerdote congolese sarebbe libero di lasciare l'Italia. E' circolata l'ipotesi che Gratien Alabi potrebbe non recarsi in Francia, dove era destinato per la guida di una parrocchia, ma in un Paese lontano: il suo Congo o uno stato oltre Oceano, nel quale l'estradizione per eventuali mandati di cattura internazionali è impresa ardua. A questo proposito il marito di Guerrina, Mirco Alessandrini, e l'avvocato Francesca Faggiotto, che lo assiste hanno commentato che questa eventuale scelta sarebbe sintomo di paura e quasi una ammissione di responsabilità. "Non sarebbe una cosa bella..." dice Mirco. "Se, come si dice, Gratien considerava Guerrina come una cara amica ed è preoccupato per lei, dovrebbe rimanere e anzi collaborare alla soluzione del caso". Rinnovato l'appello: "Lui sa, parli". Mirco è ancora indagato per false dichiarazioni, ma ritiene di aver sufficientemente chiarito la sua posizione rispondendo alle domande del magistrato. Padre Gratien si è avvalso della facoltà di non rispondere. Indagato per favoreggiamento nel sequestro o omicidio di Guerrina, si trova in un luogo di preghiera segreto e aspetta. il gip deve soppesare gli elementi a suo carico. L'assenza del corpo - dopo che i Ris hanno stabilito che non sono di Guerrina le ossa del cimitero di San Gianni ma sono di un uomo - costituisce un aspetto problematico per ipotizzare la commissione di un omicidio. L'avvocato Luca Fanfani, che difende Gratien, ha fatto notare che il sacerdote non si è allontanato dall'Italia quando poteva, ha partecipato agli incidenti probatori e si è sottoposto volontariamente al test del dna. ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA E ON LINE DEL 13 APRILE