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Scheletro senza nome, tracce degli indumenti. Protesi d'oro antiquata. Le ipotesi

I Ris al cimitero di San Gianni

Luca Serafini
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Giallo dello scheletro di San Gianni, nuovi particolari. Sarebbero state individuate nelle ossa e repertate tracce di tessuto riconducibili agli indumenti. Saranno esaminate e studiate. Le indagini della procura affidate a carabinieri, militari del Ris e medicina legale devono stabilire a chi appartengono i resti ritrovati il Sabato Santo nell'ossario del cimitero sulle colline di Sestino, che inizialmente si riteneva appartenessero a Guerrina Piscaglia. Nei prossimi giorni sarà installata una sonda all'interno della piccola cripta della cappella, per rilevare valori come temperatura e umidità, dati importanti per capire quali trasformazioni possono aver subito i resti, stabilire la datazione del decesso e quando lo scheletro (bruciato e depezzato) è stato messo nell'ossario. Gli inquirenti sospettano che possa trattarsi del trattamento, magari anomalo, di un corpo mummificato disseppellito da una sepoltura e non dell'occultamento di un cadavere dopo un delitto. In corso accertamenti sulle documentazioni relative ai servizi cimiteriali. Potrebbero essere disposte comparazioni, se la procura lo riterrà, fra il terriccio trovato sulle ossa e quello del cimitero di San Gianni o di altri luoghi. Intanto emerge che la protesi d'oro sui denti superiori sarebbe di tipo antiquato. In Italia non si usa più da decenni. Questo può retrodatare la morte dell'uomo misterioso - di 40, 45 anni, alto un metro e 75 - oppure aprire l'ipotesi di una persona dell'Est o di un altro Paese. Resta tra le possibilità quella del soldato tedesco ucciso durante la seconda guerra, il cui corpo si sarebbe conservato e le ossa non mineralizzate. Ancora presto per ogni conclusione.  ARTICO SUL CORRIERE IN EDICOLA E ON LINE DEL 14 APRILE