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Guerrina, svelato enigma lapide. Faustin in visita: "Sperare". La Curia: suore al posto dei frati

Luca Serafini
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Nelle indagini sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia svelato l'enigma della lapide con le foto di due uomini anziché quelle di moglie e marito. L'anomalia era balzata agli occhi degli inquirenti durante i sopralluoghi nel cimitero di San Gianni dove il Sabato di Pasqua sono riemersi i resti di un uomo ancora non identificato che potrebbe essere in relazione con il caso.  Guarda video Le foto, è stato appurato, riguardano entrambe la stessa persona ritratta in età adulta e da giovane quando era negli alpini. Si tratta di un uomo deceduto molti decenni fa. I parenti in passato avevano deciso di sostituire la foto rovinata della moglie con una seconda immagine di lui. I resti di questo defunto e della consorte sono stati inseriti a novembre nell'ossario ma non si tratterebbe di quelli ritrovati a Pasqua, ben più recenti. Chiarito questo aspetto collaterale, il pm Marco Dioni potrebbe disporre riesumazioni nello stesso cimitero di San Gianni per verificare un eventuale scambio di salme per far sparire il corpo di Guerrina. Il sopralluogo effettuato giovedì 16 aprile ha permesso di individuare le tombe eventualmente da riaprire (sepolture e loculi). Quelle di uomini deceduti tra i 40 - 45 anni, età attribuita allo scheletro del mistero. La Curia di Arezzo ha intanto confermato che nella canonica di Cà Raffaello, epicentro del caso Guerrina, il luogo dove risiedeva padre Graziano con gli altri confratelli e dove il primo maggio 2014 era diretta Guerrina Piscaglia prima di scomparire, si insedierà presto una comunità di suore italiane e straniere. Effettuato un sopralluogo dallo stesso arcivescovo Fontana e dalle religiose. Si tratta di ambienti attrezzati rimasti inutilizzati dopo l'estate del mistero e il progressivo abbandono da parte dei frati premostratensi: via in tutta fretta padre Giovan Battista e padre Silvano, che erano in canonica il giorno della scomparsa, via padre Graziano che, indagato, attende in un luogo segreto la decisione del gip su arresto o libertà di espatrio, via padre Faustino, che era il parroco di Cà Raffaello. Padre Faustino è tornato a Cà Raffaello giovedì dopo una funzione religiosa a Pennabilli. Ha prelevato effetti personali nella canonica. ha fatto visita alla famiglia di Mirco Alessandrini, marito della Piscaglia. Non si è incontrato con Mirco, che al momento della visita dormiva, ma con i suoceri di Guerrina dicendo loro di continuare a mantenere viva la speranza. Un incontro cordiale. Padre Faustino è un testimone importante, sentito con incidente probatorio perché a lui padre Graziano parlò della figura di zio Francesco, ritenuta un depistaggio, elemento importante di accusa nei confronti di Gratien Alabi. Il giudice sta decidendo se questo elemento unito all'utilizzo del telefonino di Guerrina lo stesso primo maggio, sempre per depistare, sono elementi sufficienti per disporre una misura cautelare. Altrimenti dal 25 aprile padre Graziano potrà lasciare l'Italia, esauriti i sei mesi di divieto di espatrio.