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Guerrina, l'arresto di Gratien. Il marito Mirco: "Ora la verità". Nota della Curia

Padre Graziano esce dall'istituto per l'arresto

Luca Serafini
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Padre Graziano è stato arrestato nella sede di Roma dei Canonici Regolari Premonstratensi, l'ordine religioso al quale appartiene. Da un paio di mesi era domiciliato nella capitale, in viale Giotto. Ecco l'immagine diffusa dal sito di Chi l'ha visto? che lo ritrae mentre esce, intorno alle 15.30, dopo aver ricevuto l'ordinanza della custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario di Guerrina Piscaglia e distruzione del cadavere. Il marito di Guerrina, Mirco, ha detto: "Ora la verità", definendo giusto il provvedimento preso. La Curia ha diffuso una nota. Eccola: "L'arcivescovo Riccardo Fontana ha appreso dalla stampa e dalle Autorità dell'Arma dei Carabinieri la notizia dell'arresto, a Roma, del religioso premonstratense p. Gratien Alabi, nell'ambito delle indagini sulla scomparsa della signora Guerrina Piscaglia. Monsignor Fontana intende innanzitutto, ancora una volta, esprimere anche pubblicamente la sua personale vicinanza umana e sacerdotale alla famiglia della signora Piscaglia e, in particolare, al figlio Lorenzo e al marito Mirco, nonché alle comunità cristiane del territorio messe a dura prova soprattutto in Ca' Raffaello, Badia Tedalda e Sestino, assicurando loro l'affetto e la preghiera sua e dell'intera Chiesa diocesana, come in tutti questi lunghi mesi. L'Arcivescovo – che in più occasioni, anche di recente, è stato interpellato dalla stampa in merito a questa triste e dolorosa vicenda – ha il dovere di ribadire che p. Gratien Alabi, rispetto al quale la Magistratura ipotizza responsabilità di gravissimi reati, dal 13 luglio 2014 non è più incaricato di alcun servizio pastorale nella Diocesi di Arezzo, in quanto trasferito in Francia dai suoi Superiori dell'Ordine dei Canonici Premonstratensi e che, essendo un religioso, non dipende e non dipese mai dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, se non per il servizio liturgico e pastorale nei pochi mesi in cui fu viceparroco. Infine, l'Arcivescovo, nel ricordare come la Diocesi abbia sempre offerto la propria completa collaborazione alle Autorità inquirenti, conferma la propria piena fiducia nella Magistratura, confidando che la verità possa essere presto accertata."