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Il gip: "Guerrina uccisa nel bosco, Gratien era ossessionato". Fanfani: "Ricorso"

Luca Serafini
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Guerrina Piscaglia fu uccisa il primo maggio tra le 13.46 e le 14.34 in un luogo all'aperto, lungo la Marecchiese, e il corpo occultato in un bosco, per poi essere definitivamente fatto sparire in una fase successiva. E a muovere la mano di padre Graziano fu il fatto che la donna con il suo atteggiamento morboso ossessionava il sacerdote. E' quanto sostenuto dal gip Piergiorgio Ponticelli nell'ordinanza che giovedì ha aperto le porte del carcere per padre Gratien Alabi accusato di omicidio volontario e soppressione, distruzione o sottrazione di cadavere. Sono 72 le pagine a supporto della misura cautelare eseguita a Roma dai carabinieri. L'avvocato Luca Fanfani, che ha incontrato padre Graziano in carcere, annuncia ricorso davanti al tribunale del riesame. Secondo la difesa gli elementi sono gli stessi di sei mesi fa quando no  fu possibile ipotizzare la partecipazione diretta di Alabi al delitto. Secondo la procura e il gip i depistaggi e gli atteggiamenti del sacerdote congolese che inizialmente sembravano volti a coprire o favorire persone rimaste ignote, erano invece volti a salvare se stesso.