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Marito e moglie (incinta) arrestati dalla polizia: strappavano collane agli anziani

Luca Serafini
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Arrestati nella serata di lunedì dalla Polizia di Stato due coniugi, D.T.A., napoletano del 1977 e sua moglie B.S., siciliana del 1980, residenti ad Arezzo, colti in flagranza di reato mentre commettevano l'ennesima rapina delle collane d'oro ai danni di una anziana signora. L'episodio di lunedì è avvenuto in Via Dovizi, ma questa volta, sono stati bloccati tempestivamente dalla Polizia. Gli agenti dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Arezzo erano sulle loro tracce dalla mattina, quando avevano appurato grazie alle informazioni apprese dal “poliziotto di quartiere” da testimoni delle zone interessate dai numerosi episodi analoghi, che a colpire sarebbero stati un uomo e una donna, a bordo di un'utilitaria francese di scura, con il collaudato schema di lui che agiva da dietro afferrando il collo delle malcapitate anziane e la sua compagna che lo attendeva in auto a pochi metri di distanza, agevolando la fuga. Partendo da tali informazioni, i poliziotti di quartiere sono riusciti a ipotizzare quale fosse verosimilmente l'autovettura in questione. Nel pomeriggio, alle 15.30, durante l'attività di controllo del territorio svolta dalla sez. Volanti della Questura di Arezzo, coordinata su strada dal dirigente delle Volanti, Commissario Vincenzo Alagia, è stata notata dalle pattuglie nel quartiere di Saione, in via Trasimeno all'incrocio di via Montegrappa, una autovettura Renault Twingo nera, con due persone potenzialmente compatibili con i soggetti ricercati. Il controllo effettuato a tale autovettura ed ai suoi occupanti ha confermato i sospetti e ha probabilmente impedito che i due commettessero un reato predatorio proprio in quel momento, visto che sembravano essere stati sorpresi durante uno dei loro appostamenti. Il controllo ha permesso di identificare coloro che poi sono stati colti in flagranza di reato di rapina in via Dovizi poche ore dopo. Gli occupanti l'autovettura fermata in via Trasimeno avevano in effetti un atteggiamento sospetto: l'uomo in particolare era sceso dall'auto e indossava una felpa con cappuccio nero, la donna, in stato di gravidanza al sesto mese, era seduta al posto di guida con il motore acceso. L'uomo, identificato per A.D.E., napoletano del 77, insieme a sua moglie, B.S. del 1980, diceva di essere diretto in via Romana per una visita medica specialistica della sua compagna. La Polizia ha quindi identificato i due soggetti. Tuttavia, poco dopo una volante della Questura di Arezzo intercettava i due con fare sospetto nella zona del quartiere Giotto. A quel punto, le pattuglie della Polizia di Stato, ulteriormente insospettite, iniziavano un'attività di pedinamento coordinato dell'autovettura, seguendola per tutto l'itinerario percorso, fino a quando alle ore 19 circa si dirigeva in via Dovizi. All'improvviso, in tale via, l'autovettura si fermava e dal lato passeggero scendeva il D.T., che repentinamente, indossante una felpa nera con cappuccio e degli occhiali da sole neri, assaliva da dietro una signora che camminava sul marciapiede, rapinandola delle due collane d'oro. In particolare, il malfattore afferrava da dietro e violentemente la donna alla gola e gli strappava due catene al collo cercando di buttarla a terra, ma evitando che il reato fosse portato ad ulteriori conseguenze, intervenivano immediatamente una pattuglia, composta dal commissario Alagia e dall'Assistente Capo Pacifici che raggiungevano l'uomo e lo bloccavano pochi metri dopo che lo stesso aveva tentato la fuga in direzione dell'autovettura, guidata dalla B.S. che lo attendeva a pochi metri di distanza con il motore acceso pronta alla fuga. In ausilio giungevano repentinamente altre due volanti della Questura di Arezzo ed entrambi i soggetti venivano arrestati: il Dott. Marco Dioni, Sost. Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale Ordinario di Arezzo, disponeva di associare il A.D.E. presso la locale casa circondariale in attesa del giudizio di convalida, mentre la B.S, in considerazione del suo stato di gravidanza, veniva tradotta presso il suo domicilio e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida. Sono in corso ulteriori accertamenti tesi ad accertare la responsabilità dei precedenti episodi analoghi di rapine subite nelle strade del capoluogo aretino ai due malfattori arrestati ieri.