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Maxi frode argento, giudici decidono su arresto Pastorelli

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Luca Serafini
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I giudici del Riesame di Firenze decidono sulla richiesta di arresto per Plinio Pastorelli, 70 anni, ex amministratore delegato di Oro Italia Trading, la partecipata di Banca Etruria che opera come banco metalli. A chiedere la misura cautelare (negata dal gip Anna Maria Loprete) è il pm Marco Dioni, titolare dell'inchiesta sulla maxi frode con argento e palladio, colossale evasione all'Iva, che nei giorni scorsi ha conosciuto le prime sentenze di condanna. Secondo gli inquirenti il banco metalli era il terminale dell'organizzazione che, attraverso passaggi e società cartiere, consentiva di omettere il pagamento dell'Iva. Pastorelli si dimise dall'incarico subito a febbraio, dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia. Secondo il gip Loprete pur essendoci un quadro indiziario forte, non sussiste il rischio di reiterazione del reato. Invece il pm Dioni è andato dinanzi al Riesame per spiegare che il rischio di riproporre uno schema elusivo come quello disarticolato c'è. Gli avvocati Luca Fanfani e Pier Matteo Lucibello, difensori di Pastorelli, hanno contrastato questa tesi. Parola ai giudici. In caso di accoglimento della richiesta, vi sarebbe comunque l'immediato ricorso alla Cassazione che stopperebbe l'esecuzione dell'arresto. Nei giorni scorsi, intanto, i quattro elementi di spicco dell'associazione a delinquere intercettata dalla Guardia di Finanza sono stati processati con rito immediato e abbreviato. ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA E ON LINE DEL 23 LUGLIO